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Seedorf  deve operare in tutti i reparti. Unica certezza il modulo

Andrea Anelli              La calma è la virtù dei forti. Questo deve aver pensato Clarence Seedorf dopo l’eliminazione casalinga dalla Coppa Italia ad opera dell’Udinese di Guidolin. Probabilmente il pensiero “ma chi me l’ha fatto fare?” non passerà mai nella testa dell’olandese solo perché è intimamente convinto che le cose si possano e si debbano sistemare in un modo o nell’altro. Ci vuole calma per non ribaltare lo spogliatoio come un calzino dopo la sconfitta con l’Udinese per tanti motivi, primo fra tutti perché l’unico vero obiettivo stagionale si è sgretolato troppo facilmente. L’ennesima gara che ha visto il Milan passare in vantaggio e pian piano sparire dal campo minuto dopo minuto. Tassotti era stato molto chiaro alla vigilia “Da questa gara passa l’Europa per la prossima stagione”, evidentemente la dritta non è stata recepita a dovere o forse questa squadra ha lacune importanti anche dal punto di vista fisico. La bacchetta magica non l’ha nessuno, ma una scossa come il cambio d’allenatore non può non darla a livello psicologico, il problema è che sembra ci siano limiti fisici evidenziati sia con il Verona, sia con l’Udinese. La squadra inizia su buoni ritmi e con il piglio giusto salvo poi uscire dal gioco troppo velocemente. Quasi nullo il movimento senza palla nel secondo tempo di entrambe le gare con conseguente drastico rallentamento della manovra. La sensazione è proprio quella di non farcela, di non avere benzina, di non riuscire a trasmettere alle gambe quello che il cervello ordina. Eppure il cervello dovrebbe essere sollecitato dal cambio della guida tecnica, dalla voglia di rivalsa e anche dalla strigliata subita da Galliani in occasione dell’esonero di Allegri. Oggi c’è il Cagliari, una formazione che ha tenuto inchiodata la Juve sul pareggio fino a un quarto d’ora dal termine, una squadra che corre, che lotta su ogni pallone e che in casa ha raccolto sedici punti sui ventuno totali anche se oggi non potrà contare su Pinilla e Ibarbo entrambi squalificati. Seedorf ha da sistemare tutti i reparti con l’unica certezza, il 4-2-3-1. Il modulo sarà questo fino a fine stagione e attorno a questo si lavora per cambiare mentalità e risultati. Il reparto difensivo è quello più sotto accusa considerati i gol subiti, anche se sarebbe meglio parlare di “fase difensiva” colpevolmente disertata da alcuni elementi. A centrocampo e sulla trequarti gli interpreti non sono tutti all’altezza della situazione e davanti Balotelli non sempre si trova a suo agio isolato come una particella di sodio. In tutti reparti però ci sono assenze importanti e questo non aiuta il lavoro del nuovo tecnico costretto ad utilizzare sempre gli stessi anche quando ne farebbe a meno. Ci vuole calma, Seedorf lo sa ma la classifica piange e gli obiettivi sembrano sfumati o comunque molto lontani.


 

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