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Milan Bologna "Arte" 7 2014
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di Marby

“La storia siamo noi “e qualcuno la documenta. Com'è sempre stato per chi della cronaca ne ha fatto un  mestiere, quello di narrare i fatti non solo con le parole ma anche con le immagini . Allo Spazio Aperto San Fedele a Milano è in corso la mostra “Appunti fotografici” di Pietro Del Re inviato di Repubblica che ci fa pregustare il sapore del fotogiornalismo in una mostra che racconta come per lui sia ancora importante nonostante la possibilità di ricevere immagini di agenzia preconfezionate, avvicinarsi ai luoghi più difficili della terra dove le guerre sono all’ordine del giorno per poi raccontarci dal vivo, attraverso le immagini simboliche ma eloquenti i bollettini della stessa. Del resto ormai è così raro parlare di fotogiornalismo e praticare questo mestiere è sempre più difficile. L’era digitale se da un lato favorisce lo sviluppo di nuovi modi di intendere le immagini e tecniche fotografiche sempre più d’avanguardia e di veloce fruizione, dall’altro ci fa sentire in un mondo sempre più ristretto e la vicinanza che internet ci dà dei luoghi non ci permette di sentire il viaggio, la scoperta e la sorpresa tipica appunto dell’era del fotogiornalismo della prima ora. Gli anni tra il 1930 e il 1950 contrassegnati dall’ascesa politica dei  totalitarismi e dalla seconda guerra mondiale, rappresentano l’epoca d’oro del fotogiornalismo che  si pone come lo strumento ideale sia per raccontare le necessità propagandistiche dei regimi, sia per immortalare le barbarie e le atrocità di uno dei momenti storici più bui dell’umanità. Fotografi come Robert Capa o Tony Vaccaro immortaleranno la guerra “in prima linea” offrendoci degli scatti scioccanti, ma ancor più importanti e necessari documenti storici che hanno contribuito alla ricostruzione e alla narrazione degli eventi.  Nelle immagini di Pietro Del Re lo sguardo del reporter si fa più ermetico e simbolico ma altrettanto eloquente. I suoi appunti fotografici raccontano avvenimenti che stanno per accadere o sono già accaduti come se l’immagine che stiamo guardando ne debba contenere un’altra magari più drammatica che possiamo solo immaginare. La forza della denuncia non sta alle volte in un’immagine eclatante ma sono sufficienti i simboli e i comportamenti ritratti come l’uomo con la giacca rossa forse colto fotograficamente mentre esce dalla sua casa-tenda e si accinge a iniziare una nuova giornata, con una risata ironica  di chi probabilmente sa che anche oggi potrebbe essere uno dei tanti o l’ultimo giorno da non dimenticare. Per questo “l’etica dell’inviato”, è la capacità di ritrarre con grande onestà la realtà senza ometterla né spettacolarizzarla, descrivere un fatto, un luogo un’immagine prima che tutto ciò si trasformi in notizia già interpretata e trasformata.

APPUNTI FOTOGRAFICI. L’etica dell’inviato

Fotografie di Pietro Del Re
A cura di Denis Curti e Andrea Dall’Asta SJ

Ingresso libero
8 febbraio – 1 marzo 2014
Orari : 16.00/19.00 dal martedì al sabato e al mattino su richiesta, chiuso festivi

tel. 02 86352233 - www.centrosanfedele.net


 

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