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Inter Cagliari "intervista a Domenghini" 9 2014
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Domenghini: “Con le due punte Mazzarri ha fatto centro”

L’Inter ha ritrovato equilibrio

Cagliari sfortunato, serve una vittoria

Emanuele Tramacere       Cresciuto nell’Atalanta dove muove i suoi primi passi nel mondo del pallone, presto si riscopre imprendibile fenomeno tanto da convincere Angelo Moratti a portarlo all’Inter nella stagione 1963-1964. Ci volle poco per conquistare Helenio Herrera, le sue spiccate doti offensive ne facevano un’ala imprendibile con il vizio del gol. Angelo Domenghini ha giocato cinque campionati con l'Inter. Alla prima stagione in nerazzurro ha vinto uno scudetto, una Coppa dei Campioni e una Coppa Intercontinentale. Non male come inizio, salvo poi essersi rifatto anche l’anno successivo. Aveva l’innata capacità di trovarsi alla grande con tutte le tipologie di attaccanti: da Mazzola prima, a Riva con il Cagliari, nel quale è stato uno dei protagonisti del magico e unico scudetto della storia dei sardi. In nazionale ha giocato 33 partite vincendo anche l'unico campionato Europeo della storia italiana. 

Che partita si aspetta di vedere?

Sicuramente sarà una partita che sulla carta, per il momento che stanno attraversando le due squadra, può sembrare già decisa. L’Inter ha trovato nelle ultime giornate la formazione giusta, con una squadra più equilibrata, che è riuscita a creare molto in fase offensiva mostrando dei forti passi avanti. Certamente il Cagliari non sta passando un periodo semplice e nonostante le difficoltà farà di tutto per mettere il bastone fra le ruote all’Inter

E’ più importante l’arrivo di Hernanes o il rientro di Samuel per questa squadra?

Credo che la base della quadratura del cerchio all’Inter venga dal fatto che Mazzarri ha avuto la possibilità di schierare le due punte. Finalmente l’Inter ha trovato due attaccanti che hanno anche una condizione differente, più in forma rispetto a un mese fa. Se a questo aggiungiamo che i tre centrocampisti scesi in campo nelle ultime gare garantiscono un grande equilibrio e qualità vengono fuori i risultati positivi. Nel calcio di oggi, se non c’è equilibrio a centrocampo fai fatica dal punto di vista difensivo perché manca protezione, se invece come sta succedendo all’Inter, c’è grande aiuto e intesa fra centrocampo e gli altri reparti allora anche la difese subiscono meno.

In tanti continuano a sostenere che il terzo posto sia l’obiettivo stagionale di questa squadra…

Fanno bene. Io penso che sia l’obiettivo di tutte le squadre, non solo dell’Inter, quello di raggiungere le formazioni che si trovano più avanti in classifica. Credo che per i nerazzurri sarà difficile, ma penso che l’organico che ha a disposizione Mazzarri possa essere un buon punto di inizio per tentare l’impresa. Se arriverà il terzo posto, però, si tratterà davvero di un’impresa perché ad oggi il distacco è fin troppo ampio.

Il Cagliari sta vivendo un periodo nerissimo, si vocifera che Lopez sia già stato virtualmente esonerato. Cos’è successo ai Sardi?

Purtroppo per il Cagliari in questi momenti va tutto male, va tutto storto e si fa fatica ad uscire. Il Cagliari esprime sia un buon calcio, sia un gioco convincente, ma non arrivano i risultati e come sempre è l’allenatore che ne paga le conseguenze. Credo che l’inizio di questo calo sia stato a Bergamo contro l’Atalanta quando i bergamaschi non meritavano minimamente di vincere, ma alla fine sconfissero ugualmente il Cagliari, da quel momento la sfortuna ha poi tolto sicurezza alla squadra. Serve una vittoria per risollevarsi.

Le voci su una possibile cessione, il Sant’Elia ancora in condizioni pietose, Cellino che acquista il Leeds, quanto possono incidere sul rendimento della squadra?

Non sono così vicino alla squadra da poterlo dire. Sicuramente le voci di una cessione possono incidere, ma riguardano più la società e io non conosco la reale situazione. Lo stadio, invece, a Cagliari c’era ed era da 60 mila posti, se l’hanno voluto trasformare in uno stadio molto più ridotto non sta a me giudicare, però non vedo il motivo per cui solo una parte possa essere usata.

Da grande ala quale è stato lei, come mai Milito per l’Inter e Sau per il Cagliari stanno facendo così fatica a trovare la via del gol?

Penso che Milito abbia innanzitutto un po’ di anni in più di tanti altri attaccanti come lo stesso Sau, viene da due anni sfortunati e la condizione è difficile trovarla. Serve determinazione e voglia di tornare a essere il Milito che abbiamo potuto ammirare due o tre anni fa. Lo stesso discorso, in realtà, possiamo farlo anche per Marco Sau. Quando le squadra va male si va sempre a puntare il dito scontro giocatori che possono fare la differenza, ma Sau non è l’unico nel Cagliari. Il ragazzo ha forse troppe responsabilità sulle sue spalle e deve ritrovare la giusta fiducia nei suoi mezzi senza pressioni.


 

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