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Milan Juventus "Arte" 10 2014
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L’impressionismo ha un padre

A Pavia la mostra dedicata a Pissarro

Marby

Appuntamento imperdibile alle Scuderie del Castello Visconteo a Pavia, che presentano al pubblico “L’anima dell’impressionismo”, mostra di Camille Pissarro, uno dei grandi interpreti della corrente artistica, sviluppatasi in Francia fra il 1867 e il 1880. Gli impressionisti che dipingevano "en plein air", cioè “all'aperto”, “dal vivo”, si organizzarono come gruppo intorno al 1860 e Pissarro, influenzato dalla pittura naturalistica di Jean Batiste Corot e dalla forza rivoluzionaria di Edouard Manet, con la sua opera Le déjeuner sur l'herbe, traccia le linee guida della  sua poetica pittorica. Durante la guerra Pissarro e il parigino Claude Monet vanno in Inghilterra, dove hanno  modo di conoscere l’opera di William Turner e John Constable, due artisti che intendevano la pittura di paesaggio in un modo completamente diverso dalla tecnica tradizionalmente classica. Il movimento impressionista non ebbe da parte dei suoi protagonisti una vera e propria elaborazione teorica come lo è stato per altri movimenti artistici, ma il fondamento comune a tutti i pittori impressionisti era la ricerca della pittura dal “vero”, condizione indispensabile per riprendere il soggetto, sia paesaggistico, sia umano nella sua condizione naturale. E’, infatti, dalla pittura “en plein air” che l’impressionista riceve quegli stimoli che gli permettono di cambiare la tavolozza, di capire che ciò che l’occhio percepisce è l’impressione visiva di un insieme di colori, ma questo muta con il variare della luce. A questo proposito, il letterato Emile Zola, contemporaneo degli impressionisti, commentava: “dove la luce non è più unica, si verificano effetti multipli”. E non solo Monet contribuì alle sperimentazioni sulla luce, nei suoi famosi quadri che ritraggono la Cattedrale di Rouen, un altro pittore impressionista Georges Seurat sempre parigino, colto e sensibile ai programmi di arte scientifica elaborati sulla base degli studi di ottica a opera di studiosi come Michel Eugene Chevreul (chimico), James Clerk Maxwell (matematico-fisico), Hermann von Helmholtz (medico, fisiologo, fisico), studiavano in modo approfondito la fisica della luce. In questo contesto si colloca Pissarro e la mostra al castello Visconteo ripercorre le tappe fondamentali della sua evoluzione artistica, che lo hanno reso una figura indispensabile per la nascita e lo sviluppo dell’Impressionismo. Ma la straordinaria idea è che la mostra si trasforma anche in uno spettacolo sensoriale, creato per proporre oltreché le opere del pittore anche immagini  suggestive, proiettate all’interno dello spazio espositivo e fragranze selezionate in base ai temi trattati per un’esperienza sensoriale delle opere a tutto tondo.  Molto interessanti sono anche le video proiezioni che forniscono al visitatore una serie di approfondimenti testuali sui principali dipinti esposti. Inoltre per tutta la durata dell’esposizione, una serie di attività didattiche e laboratori creativi consentiranno anche ai più piccoli di scoprire il percorso artistico e le splendide opere di questo pittore.

Le Scuderie del Castello Visconteo presentano:

Pissarro “L’anima dell’impressionismo”
21 febbraio – 2 giugno 2014


 

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