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Milan Juventus "intervista a Romeo Benetti"
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Benetti: “Spero sia uno spettacolo per tutti”

Balotelli e Chiellini fondamentali, ma solo se sono al 100%

Emanuele Tramacere         È cresciuto in fretta Romeo Benetti che, perso il papà dopo neanche due anni di vita si fa largo sgomitando e senza mai tirarsi indietro nel mondo degli adulti. Prima il Bolzano in Serie D poi una lunga gavetta in C e in B con Siena, Taranto e Palermo. Gioca punta, ma nel suo secondo anno in Serie A alla Sampdoria, un grande maestro del calcio italiano come Nereo Rocco lo nota in una partita proprio contro il suo Milan. È un mastino abile nel distruggere il gioco degli avversari e in quel Milan c’erano fin troppi attaccanti. “La vedi quella linea (riferito a quella di metà campo) ecco fermati lì” gli aveva detto Rocco e quell’intuizione, per nulla banale, gli permise di diventare uno dei più forti centrocampisti di rottura del campionato italiano. Colleziona numerosi piazzamenti in campionato, le vittorie in Coppa Italia del 1971-72 e 1972-73, la Coppa delle Coppe 1972-73. Ha la nomea di mediano più cattivo della storia, ma le squadre in cui gioca non possono fare a meno di lui, neanche la Juventus che dopo averlo scaricato nel suo primo anno di A lo riporta a Torino nell'estate 1976 scambiandolo con Fabio Capello. Due i titoli vinti e un carriera conclusa in nazionale, disputando la sua ultima partita agli Europei del 1980, dopo aver preso parte ai Mondiali del 1974 e del 1978.

Che partita si aspetta fra Milan e Juventus?

Mi aspetto sicuramente quel genere di partita dove vorresti esserci, ma allo stesso tempo dove non vuoi giocarla perché è importante per mille motivazioni. È una partita da vedere da fuori, perché dall’interno ci sono tante pressioni, tanti stimoli, tanti sguardi pronti a giudicare che mettono a dura prova i giocatori. Mi auguro che sia prima di tutto una partita, nel vero senso sportivo della parola, e spero che, alla fine sia uno spettacolo per tutti.

Milan che con Seedorf in panchina sembra aver trovato un equilibrio inimmaginabile con Allegri in panchina. A cos’è dovuto?

Il Milan di Allegri ha avuto molte difficoltà. La rosa è cambiata oggi con l’innesto di qualche giocatore, ma prima del loro arrivo, con i numerosi infortuni che ci sono stati l’allenatore è stato costretto ad adattare gli uomini a disposizione e se adatti dei giocatori, seppur bravi, non c’è mai equilibrio. Seedorf ha avuto il merito di saper inserire bene i nuovi arrivati che hanno garantito qualità.

Balotelli e De Sciglio potrebbero non essere della partita. Come cambia il Milan con i due in campo oppure no?

Anche per loro due torniamo al discorso fatto con Allegri: quando si forzano i tempi, quando si adatta un giocatore in un ruolo differente per sopperire alle assenze non si sa mai a cosa si va incontro nel lungo periodo. Magari può far bene in una singola partita, ma la coperta rimane corta. Il Milan, ha bisogno della qualità sia di Balotelli che di De Sciglio, ma mi auguro che siano al 100% perché il Milan ha bisogno di loro nel pieno delle proprie potenzialità.

Taarabt e Rami, i due acquisti di gennaio stanno facendo la differenza. Galliani ha fatto centro ancora una volta?

Guardando le ultime partite mi sembra proprio che male non abbiano fatto. Certo questo in quelle poche gare che abbiamo potuto osservare fino ad adesso. I giocatori vanno valutati nell’arco di un’intera stagione e spero tanto che continuino su questi livelli anche per il bene del Milan.

La Juventus sarà impegnata nel ritorno della sfida contro il Trabzonspor e farà ritorno soltanto venerdì in Italia. Quanto può incidere sulla sfida l’impegno europeo?

Ma dal punto di vista fisico non credo che sarà un impegno importante per la Juventus che farà turnover e che può sfruttare il vantaggio dell’andata. Quello che inciderà sarà sicuramente lo sforzo nervoso che una partita e una trasferta in Europa portano sempre con sé.  È un handicap, ma la Juventus è sicuramente abituato a questi sforzi e se consideriamo poi che c’è il Milan davanti, una rivale storica, una partita mai scontata, le energie vengono da sé.

Anche la Juventus prova il recupero in extremis di Giorgio Chiellini. E’ lui la pedina fondamentale della difesa bianconera?

Questo è ovvio! La Juventus ha tanto bisogno di Giorgio Chiellini nella sua formazione titolare. Non tanto perché i sostituti non sono all’altezza, ma quanto per il carisma che propone, per la maniera in cui dialoga e si confronta da leader con i compagna. Spero che, come per Balotelli anche lui possa tornare in fretta in campo, ma al 100%.

Cosa ne pensa della polemica fra Conte e Capello? E degli striscioni apparsi allo Juventus Stadium durante il derby?

Mi sembra che la questione che riguarda Antonio Conte e Fabio Capello sia stata ingigantita da tutti. Per come la vedo io è stato un chiarimento, neanche tanto acceso, fra due persone che vivono lontane. Se si vuole, considerarla una polemica a tutti i costi va bene, ma per me non lo è stata. Sui tifosi dico che questi individui dovrebbero seriamente fare a meno di prodursi in esternazioni sterili, prive di ogni contenuto logico che sono lontani dal mondo del calcio.


 

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