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Milan Parma "palla all'On"
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Lara Comi intervista Paola Bulbarelli, assessore alla Casa, Housing sociale e Pari opportunità della Regione Lombardia

“Stagione fallimentare ma a Seedorf non si possono chiedere miracoli”

A 23 anni Balotelli si deve dare un “raddrizzata”. Berlusconi il più grande presidente del calcio moderno

Come nasce la sua passione rossonera?

“La passione per il Milan è nata con l'arrivo degli olandesi Van Basten e Gullit, prima di allora il calcio proprio non mi interessava, fatta eccezione per le partite della Nazionale che vanno sempre seguite con passione”.

Con l‘uscita dalla Champions il Milan ha fallito tutti gli obiettivi, è una stagione fallimentare?

“È assolutamente una stagione fallimentare. Il Milan è una grande squadra, potrà anche non avere una rosa di qualità, ma deve sempre lottare per i migliori obiettivi. In campionato siamo troppo indietro per sperare in un piazzamento onorevole e la Champions era l'ultima occasione di riscatto”.

In campionato, nonostante il cambio di allenatore, il Milan continua a stentare.

“Non si possono chiedere miracoli a Seedorf. La sua esperienza da allenatore è appena iniziata e il compito che gli è stato assegnato è un peso enorme da portare avanti. La situazione rispetto a prima non mi sembra peggiorata, comunque, e almeno i giocatori apprezzano il nuovo mister”.
 

I dati dell’ultimo bilancio societario dicono che il Milan ha messo i conti in ordine. Vista la sua classifica,  si può dire che per vincere nel calcio occorre fare debiti? 

“In generale la situazione economica non è buona e poter dire di avere i conti in ordine è un vanto. Il calcio italiano rispecchia la situazione del paese, i presidenti che prima potevano aprire il portafogli e comprare grandi campioni ormai non se lo possono più permettere. I nostri club più prestigiosi non sono al livello di quelli europei che possono basarsi sugli introiti di avveniristici stadi di proprietà che noi non abbiamo. Non credo che all'estero le grandi squadre siano tutte indebitate, anzi. Ma c’è anche da dire che nessuno sceicco arabo o nessun oligarca russo sia ancora venuto in Italia con i suoi milioni come invece è successo in altri Paesi”.

Andrea Agnelli ha detto che la Juve è una società compratrice e non venditrice. Il discorso vale anche per il Milan?

“Se questo significa cercare di mantenere la propria rosa a un buon livello penso proprio di sì. Non possiamo lasciar andar via i nostri già pochi buoni giocatori solo per avere un ritorno in denaro e per puntare in alto abbiamo bisogno di gente forte”.

Periodicamente spuntano voci di una possibile cessione del Milan, sempre smentite. Se, dopo quasi 30 anni, Berlusconi lasciasse la società come la prenderebbe?

“Male, malissimo. Silvio Berlusconi è il più grande presidente del calcio moderno. Il suo avvento al Milan ha portato campioni e trofei e se adesso non stiamo andando benissimo sono sicura che prima o poi le fortune gireranno. Non dimentichiamoci che l'ultimo scudetto è stato vinto solo 2 anni fa e rimanere sempre al vertice è difficilissimo”.

Ma sarebbe favorevole alla cessione di quote di società a investitori esteri per un rilancio della squadra?

“Sì, ma solo se fosse per il bene della società, se aiutasse il Milan a tornare uno dei club più forti del mondo”.

Favorevole o contraria a lasciare San Siro per un nuovo stadio di proprietà?

“San Siro è uno stadio leggendario, decidere di lasciarlo sarebbe comunque una perdita, ma a volte bisogna slegarsi da vincoli affettivi che servono solo a bloccare la crescita”.

Balotelli è stato inserito dal “Time” tra i 100 personaggi più influenti del mondo. Ma continua a fare parlare di sé per le sue bizze.

“Sinceramente non ho capito perché sia stato inserito in quella classifica: ormai ha 23 anni, la maggior parte degli sportivi alla sua età sono persone mature che prendono con professionalità le proprie responsabilità, lui non mi sembra né un personaggio influente né un professionista serio. Forse è il caso che sia dia una raddrizzata e che cresca un po’ prima di poter pensare di affidargli una squadra come il Milan”.

Il Milan affronta un Parma che va a mille e punta all’Europa League. L’Europa è ancora un traguardo possibile?

“Lo spero, ma i punti di differenza sono tanti e forse è il caso di pensare all'anno prossimo pianificando bene le mosse da fare per tornare ad alti livelli”.


 

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