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Milan Parma "Febbre da cavallo"
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FEBBRE DA CAVALLO

Aldo Colombo

Cosa deve avere un cavallo per saltare bene e vincere le corse ad ostacoli? In due parole, tecnica e cuore. Facile a dirsi, meno a concretizzarsi. Ce lo insegnano gli inglesi che amano il cavallo sopra ogni cosa. È di scena in questi giorni il grande Festival di Cheltenham, una manifestazione che fa confluire sulle tribune in legno del vecchio ippodromo qualcosa come 200mila persone. Tutte pronte ad emozionarsi ed entusiasmarsi per delle corse sempre bellissime e dall’alto valore spettacolare: ovviamente ci sono anche le cadute, a volte pure drammatiche, ma il sale dello sport è proprio questo: si cade e si risorge, a volte però sugli ostacoli c’è chi cade e ci resta per sempre. A Cheltenham è stato protagonista anche un cavallo allevato in Italia, precisamente dal bravo Giovanni Caiani: un vero e proprio campionissimo, ormai in età avanzata visto che ha già ben 10 anni. Il suo nome, molto bello, è Hurricane Fly al quale il pubblico chiedeva la terza vittoria (un’impresa eccezionale) in un Gruppo Uno (un gran premio quindi) chiamato Champion Hurdle e con una dotazione di sterline davvero ricchissime. Ha lottato il nostro campione, di proprietà inglese, ma non ha avuto fortuna e si è piazzato solo quarto al termine di una retta d’arrivo davvero incandescente: era il favorito della corsa, poco sopra la pari, e quindi il pubblico era tutto per lui e pur perdendo ne ha apprezzato la sua generosità. Che dite? Si sarà un po’ stufato di saltare e correre forte all’alba di 10 anni, suonati e ben portati, la carriera di un purosangue è fatta di alti e bassi, soltanto l’immenso Varenne ha conosciuto vette altissime ma anche lui, un paio di volte, ha perso, ed è quanto è successo all’eroico Hurricane Fly. Per la cronaca il gran premio è stato vinto da Jezki, generoso fin sul palo. Poi, dopo la corsa, applausi per tutti perché il pubblico inglese ha nella sportività un vero e proprio punto fermo. La vera impresa c’è stata, invece, in un’altra corsa di Cheltenham, il Mares Hurdle, sulla massacrante distanza di ben 4 chilometri, e con i salti! La femmina Quevega ha vinto questa corsa per, udite udite, la sesta volta consecutiva. Naturalmente nessuno ci era mai riuscito, nessuno aveva conquistato sei volte una corsa nel meeting di Cheltenham. Il leggendario Golden Miller si era fermato a 5, dal 1932 al 1936. Storie di altri tempi, storie di un’altra ippica. E la regina Elisabetta si è ovviamente fatta vedere all’ippodromo, in una delle 5 giornate del Festival: la passione da quelle parti è totale, prende appunto l’operaio col fish and chips fra le mani, e la famiglia reale che non sbaglia mai il colore di un vestito. Su tutto l’emozione del salto, il cavallo che si inarca in un tutt’uno col fantino, e quasi sempre ricade armoniosamente dall’altra parte: ogni ostacolo è un tuffo in gola, il cuore sembra volare via e solo la maestria del jockey rende possibile quella che si può definire una vera e propria impresa. Passare indenni una trentina di ostacoli. E, se possibile, vincere.


 

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