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Milan Parma "intervista a Roberto Mussi"
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Emanuele Tramacere

Due maglie, un’unica passione. Quella di Roberto Mussi è stata una carriera costellata di alti e bassi, ma che ha saputo regalargli grandi soddisfazioni. Partita dalla Massese è approdato presto al Parma. I ducali non vivevano un gran momento della loro storia persi fra serie B e serie C, ma Mussi seppe farsi notare dagli osservatori del Milan e di quell’Arrigo Sacchi che fece le sue fortune sul campo e fuori. Uno scudetto, una Supercoppa italiana e l’esperienza della Champions League vinta dal Milan nell’annata 88-89. A Parma ci tornerà, dopo cinque anni trascorsi al Torino e una coppa Italia aggiunga in bacheca, per prender parte al ciclo vincente che portò 1 coppa Italia e 2 coppe UEFA al club di Calisto Tanzi. Nel mezzo la convocazione in nazionale, con lo stesso Arrigo Sacchi che lo portò con sé al Mondiale del ’94 e lo fece giocare fino alla finale persa poi con il Brasile in cui, però, fu costretto ad uscire per infortunio.

Che partita si aspetta domenica fra Milan e Parma?

E’ una partita che sarà fortemente condizionata dall’impegno in Champions League del Milan. Il Parma è una squadra che sta esprimendo un ottimo calcio e credo che darà al Milan un bel po’ di filo da torcere. Sicuramente Seedorf dovrà cercare nuovi stimoli e motivazioni forti nei propri giocatori per evitare un’ulteriore ripercussione negativa.

29 gol subiti il Parma, 38 il Milan in stagione. E’ questa la differenza fra le due squadre?

Per quanto riguarda il Milan sicuramente quello della difesa è un problema serio, perché subisce gol altamente evitabili. Con la giusta attenzione si può migliorare il rendimento di tutta la squadra. Le difficoltà dei rossoneri sono tutti nella fase difensiva con quella del Parma che, al contrario sembra molto più solida. Eppure guardando i nomi, non sembra che i giocatori del parma siano così superiori rispetto a quelli del Milan.

Quanto influirà la pesante sconfitta rimediata in Champions League?

Sicuramente quella in Champions League è stata una brutta battuta d’arresto per questa squadra. Non è stata una bella partita, ma soprattutto non è stata giocata neanche lontanamente ai livelli richiesti. E’ vero, di fronte c’era un’ottima squadra, organizzata, ma il passo indietro del Milan su tutti i fronti è stato notevole. E’ mancata anche la grinta che solitamente in Europa i rossoneri riescono a tirare fuori. Domenica di fronte ci sarà un’altra ottima squadra, ben organizzata e che sta viaggiando alla grande e al Milan servirà un approccio differente.

L’ennesima prestazione negativa di Mario Balotelli. Cosa si può fare con l’attaccante italiano?

Ormai ci si aspetta sempre che faccia la grande partita ma immancabilmente arriva una delusione. Ci si aspetta molto, ma non riesce mai ad incidere. Lui dovrebbe essere il punto fermo della nazionale. Speriamo che Prandelli e la maglia azzurra creino un effetto diverso sul giocatore. Purtroppo Balotelli continua ad avere atteggiamenti da ragazzo svogliato. Dovrebbe dimostrare molto ma molto di più per il Milan, per la nazionale, ma anche per sé stesso.

Sulla panchina del Parma, invece, siede Donadoni un allenatore scaricato forse fin troppo in fretta da tutti, Italia compresa…

Credo che Donadoni abbia dimostrato a tutti che sa allenare bene una squadra di club. Non so cosa stia pagando a livello mediatico, probabilmente in passato ha pagato e forse sta ancora pagando il suo modo di approcciarsi con i media. Sicuramente il rendimento delle ultime stagioni con il Parma e soprattutto con i risultati ottenuti finora Donadoni sta facendo un’impresa.

Le magie di Cassano continuano, a differenza di Balotelli a regalare punti al Parma. E’ da nazionale?

Probabilmente la gestione di Cassano è diversa da quella di Balotelli. I due hanno molti punti in comune e si assomigliano molto caratterialmente, ma probabilmente è la gestione fatta dai due club che è diversa. Anche tutta la squadra è concentrata sull’obiettivo finale e ogni domenica riesce a dare il massimo. Sono consapevoli dei loro limiti e danno qualcosa in più rispetto alle altre squadre. Cassano è la ciliegina sulla torta di questa realtà.

Dove può arrivare questo Parma, attualmente sesto a 1 punto dall’Inter e 2 dalla Fiorentina?

E’ chiaro che a questo punto il Parma debba puntare ad avere un posto in Europa. Ci sono squadre meglio attrezzate dei ducali, è vero, ma i risultati che sta ottenendo Donadoni, con il tipo di gioco che sta sviluppando, obbliga la squadra a provarci fino alla fine. Sono tutti ragazzi che possono trovare giovamento dal raggiungimento di un piazzamento europeo anche per il proprio futuro ed il proprio percorso di crescita. Sono convinto che fino alla fine il Parma lotterà con forza per centrare l’obiettivo.


 

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