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Inter Atalanta 13 2014 "intervista a Pietro Fanna"
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Fanna:  “La Dea è un osso duro’’

Emanuele Tramacere        L’ex ala di Inter e Atalanta prevede un match tutt’altro che scontato

Grande corsa, piedi buoni e capacità di mettersi al servizio della squadra. Pietro Fanna ha studiato dai migliori, si è formato in provincia, all’Atalanta dove ha saputo conquistarsi i palcoscenici più importanti. Ha giocato in carriera con quattro maglie differenti, Atalanta, Juventus, Verona e Inter e in tutte e quattro le piazze ha ottenuto la vittoria dello scudetto (che per l’Atalanta di allora voleva dire promozione in Serie A). Fanna ha saputo da sempre mettersi a disposizione dei compagni e questo lo ha portato, probabilmente, a deludere chi, da lui, si aspettava la prestazione di One Man Show nelle piazze più importanti. Appesi le scarpe bullonate al fatidico  chiodo, ha intrapreso la carriera da allenatore arrivando ad essere il vice allenatore di quello che, oggi, è il selezionatore della nazionale italiana di calcio: Cesare Prandelli.

Che partita si aspetta?

Mi aspetto sicuramente una partita a viso aperto fra due squadre che si sono riprese dopo un periodo negativo nel mese di gennaio. L’Atalanta è una grande provinciale, ha nel DNA la voglia di soffrire e di lottare fino all’ultimo contro tutte le squadra. L’Inter è in ripresa e l’ho vista molto bene contro il Verona. È una squadra che si sta riorganizzando anche grazie ad un maggiore equilibrio fra i reparti e più peso e qualità in attacco.

L'Inter sembra aver ritrovato solita a centrocampo da quando Hernanes è arrivato in squadra. É tutto merito suo?

Io non considererei solo Hernanes, che è sicuramente un tassello importante, ma metterei nella lista anche Icardi. All’Inter per tanto tempo è mancata una punta che potesse aiutare Palacio. Lui si è sobbarcato gran parte del peso dell’attacco da solo. Anche quando è tornato Milito, poiché il “Principe” non è mai stato in condizione e continuo nel rendimento. Palacio giocava da solo e Mazzarri era costretto a schierare tante mezzepunte. Hernanes in mezzo e Icardi in attacco, aggiungendo anche il rientro a fasi alterne di difensori all’altezza, hanno sicuramente riportato l’Inter al livello aspettato.

Da quando è tornato titolare Ranocchia ha ritrovato la fiducia nei propri mezzi e anche nella allenatore. In ballo ci sono Mondiale e rinnovo con l'Inter: si sta meritando entrambi?

Per tutti i giocatori e per un difensore in particolare quello che conta maggiormente è la continuità. Questo ragazzo si è ritrovato e l’ha fatto principalmente grazie a se stesso. Ha avuto dei momenti difficili, tutta la squadra l’anno scorso è andata in confusione e lui non ha saputo esserne escluso. Quest’anno aveva iniziato bene, poi si è un po’ spento come il resto del gruppo. La serenità, però, te la può dare solo l’allenatore, ma per tornare ad alti livelli ci deve essere tanto lavoro del singolo e anche del collettivo.

Da quando è tornata in Serie A, l'Atalanta non ha mai concesso i tre punti all'Inter. A cosa è dovuto?

Sono discorsi molto storici, sono ricorsi che si rincorrono. Al di là delle statistiche dell’ultimo periodo, l’Atalanta è una squadra che possiamo descrivere come una provinciale di lusso ma che sa mettere in difficoltà soprattutto le grandi formazioni. In una realtà come l’Atalanta io sono cresciuto molto come calciatore e so bene cosa si prova nel lottare e sudare in quell’ambiente. L’Atalanta ha avuto un periodo di sbandamento, ma si è ritrovata e sono convinto che continuerà a far soffrire chiunque.

Brivio, Bonaventura e Baselli sono stati convocati per lo stage di Prandelli con la nazionale. É il segnale che la Provincia po' ancora rendere grande l'Italia?

Sì, anche perché sono dell’idea che noi abbiamo sempre costruito le fondamenta della nazionale su portieri e difensori. La Juventus gioca con tre difensori italiani e con Buffon. Le altre posizioni sono tutte da tenere sotto osservazione perché credo che nessuno abbia il posto assicurato. Questi giocatori stanno crescendo con la voglia di faticare per la squadra e sono contento che Prandelli li stia tenendo sotto osservazione.

È sempre calciomercato... cosa serve all'Inter per migliorare e chi non deve perdere l'Atalanta per restare ai livelli espressi in questa stagione?

Sicuramente l’Inter deve prendere un’altra punta, un attaccante d’area di grande livello se vuole competere per i primi posti. Secondo me può mancargli anche un centrocampista di quantità e qualità da affiancare a Cambiasso sempre che l’Inter scelga che il centrocampista argentino possa rimanere l’anno prossimo. Sicuramente all’Inter servono innesti di qualità, ma soprattutto con grande personalità. L’Atalanta, invece, è una squadra sempre pronta a ricambiare il proprio organico. Il destino di queste società è di vendere per far quadrare i bilanci e assicurarsi un futuro. Se vorrà puntare più in alto, ma non credo, allora questa rosa va confermata perché è una squadra che è già quasi completa, altrimenti ci saranno nuovamente dei giovani che prenderanno il posto di chi andrà via.


 

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