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1980 : Ritorna lo Straniero, speriamo non ritorni anche la Corea

Fiore Marro      

Nella stagione 1980-81 tornarono nella serie A italiana gli stranieri. Fu una svolta memorabile per la storia del nostro calcio; sono passati 35 anni da quel giorno. Fino a qualche anno prima resistevano ancora taluni di loro venuti da fuori, prima della chiusura agli stranieri causata anche dalla sconfitta del 1966 in Inghilterra ad opera della Corea, ma erano oramai a fine carriera, i vari  Nenè, Clerici, Canè,  Haller,  Shnellinger. A quel tempo  ebbi modo di avere buone informazioni sul calcio estero, grazie a due miei compagni di squadra, due miei indimenticabili amici, che masticavano già da allora il calcio straniero, cosa rara in quel periodo, le loro indicazioni arrivavano da riviste del settore pedatorio come il Guerin Sportivo o Planet Football, non dimenticherò mai di citare le imbeccate del compianto Nicola D’Auria e da Antonio Antonucci, rispettivamente ala destra e ala sinistra di un calcio di provincia e della squadra dove giocavo anche io da regista di centrocampo, ma questa è un’altra storia. I miei compagni di vita e di gioco mi raccontavano di un piccoletto inglese che giocava nel LiverpoolKevin Keegan che faceva letteralmente impazzire i suoi fans e i difensori avversari raccontavano di calciatori esteri  fenomenali, un argentino potente dai lunghi capelli: Mario Virgilio Kempes  che impressionava per i dribbling e la potenza esplosiva;  i mondiali del 1978 e del l 1982 misero in mostra olandesi e tedeschi fenomenali tipo  Ariel Haan e Manfred Kaltz e attaccanti fortissimi come l’austriaco Hans Krankl realizzatore  di gol fantastici; un mancino carioca dal tiro al fulmicotone, Alexio de Assis Eder, un peperino tutta tecnica e movimento, Kenny Dalglish direttamente dalla Scozia, il polacco Gregorio Lato, precursore diZbigniew Boniek,  veloce e con un fiuto della porta superiore alla media. Noi tifosi sognavamo di vederli in Italia, con le maglie delle squadre nostrane, nessuno di quelli che ho elencato arrivò mai. Arrivarono  Luis Silvio a Pistoia … addirittura Costantino Rozzi patron indimenticato dell’Ascoli prese un ragazzo della Costa D’Avorio: François Zahoui, non per meriti tecnici ma per fare una buona azione, anche perché diceva che lo straniero in squadra già c’era, indicando l’altoatesino Hubert Pircher promessa mai mantenuta del  nostro calcio, ancora da riportare nella lista il biondo Herbert Neumann dell’Udinese. Ma furono ingaggiati anche ottimi se non assoluti fuoriclasse come Paolo Roberto Falcao dalla RomaLiam Brady preso dalla Juventus, mentre alla Fiorentina giunse  Daniel Ricardo Bertoni campione del mondo argentino. L’Inter aveva già messo le mani sul nuovo asso francese Michel Platini, per poi dirottare sul regista dell’Austria Herbert Prohaska, chissà per quanto tempo avranno maledetto questa scelta i dirigenti nerazzurri. A Napoli  arriva  l’olandese Ruud Krol, protagonista con l’Ajax e con la nazionale nei primi anni settanta. Aveva lasciato il calcio olandese per un forte ingaggio inCanada; giocava in difesa ma regalò con la sua tecnica e la sua esperienza un calcio che darà classe alla squadra partenopea, fino a sfiorare il primo scudetto per i napoletani. Poi arrivò la Legge Bosman  che ha sconvolto tutto  e fatto in modo che oggi le  squadre italiane siano  composte da 11 calciatori più riserve, tutti stranieri, così da privarsi di giocatori autoctoni; almeno all’inizio, era ben diverso e la nazionale si poteva permettere di vincere un mondiale. Di quel primo blocco  di stranieri mi preme sottolineare la presenza del carioca Eneas de Camargo, funambolico fromboliere acquistato dal Bologna, tutto dribbling e finte;  Eneas lo ricordo per un fatto esclusivamente personale; sia per il mio colorito sia per il modo di muovermi sul campo di gioco , fu il nomignolo che mi affibbiarono  nelle squadre dove giocavo, durò poco la permanenza del brasiliano in Italia, perché considerato poco  adatto al nostro calcio … spero non sia stato per questo motivo che i tifosi e i compagni delle squadre dove militavo  mi avevano dato questo soprannome.


 

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