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IMPRENDIBILE MERCEDES

I promossi e i bocciati dopo l'Australia

Debora Cheli            Come molti prevedevano, il primo GP dell'anno è stato più noioso in pista che a fine gara. Per quasi tutte le scuderie si trattava di un debutto più temuto che atteso: solo 14 macchine infatti hanno tagliato il traguardo a Melbourne. Al centro delle preoccupazioni dei team c'è l'affidabilità dei power unit, fermo restando i limiti fissati dal nuovo regolamento. Alle spalle di Rosberg, trionfatore indiscusso in Australia, aveva fatto capolino anche la Red Bull di Ricciardo, secondo, poi squalificato dai commissari a causa dell'eccessivo consumo di benzina. La RB10 dell'australiano infatti ha ecceduto il limite massimo di 100 kg di carburante per ora di gara. Un errore nel controllo delle telemetrie da parte del muretto della Red Bull, cosicché Ricciardo ha visto svanire in un lampo la felicità del podio appena conquistato; al tempo stesso ha deluso anche Vettel, subito fuori dai giochi dopo appena quattro giri. Ne ha approfittato la McLaren, con Magnussen (al suo debutto in F1) e Button, rispettivamente secondo e terzo dopo l'esclusione dell'australiano. Il bilancio della Ferrari è positivo: Alonso (quarto) e Raikkonen (settimo) hanno racimolato punti preziosi, pur constatando problemi elettrici, senza contare i 35 secondi di ritardo dal vincitore. Alonso è consapevole che c'è ancora molto da fare per migliorare le prestazioni della F14 T. «Dobbiamo analizzare com’è stata la gara e quali sono i punti forti e deboli della macchina – ha spiegato l'asturiano ai microfoni di Sky -, in Malesia dobbiamo migliorare». Dello stesso avviso anche il finlandese, davvero sfortunato nel corso della gara. Toccato subito dopo il via, in un incidente innescato dalla Caterham di Kobayashi, «Iceman» ha dovuto fare i conti prima con la Safety Car, poi con problemi ai freni. La Mercedes resta il punto di riferimento. Un «sans-faute» per Rosberg, sorpreso lui stesso dall'incredibile potenziale della sua vettura.  «Sono partito come un proiettile, come una freccia… d’argento, è proprio il caso di dirlo – ha esordito il tedesco - . Devo ringraziare il mio ingegnere che ha fatto veramente un gran lavoro, come tutto il team. Abbiamo un motore davvero ottimo. Non mi sono dovuto preoccupare più di tanto con il consumo di carburante, ho potuto spingere come al solito e tutto ha funzionato perfettamente. L’affidabilità è stata grandiosa». Dichiarazioni che lasciano presagire che il gap fra la Mercedes e gli avversari è molto più ampio di quanto prospettato. Eppure, anche al team tedesco non sono mancati i guai: nonostante la pole position, Hamilton si è ritirato per un guasto al motore. Richiamato ai box dopo appena due giri, l'inglese ha dichiarato forfait, non senza una punta d'amarezza. «Speriamo che la fortuna mi assista in futuro – ha dichiarato al termine della gara –. La cosa positiva è che abbiamo una buona macchina, ora dobbiamo concentrarci sulla prossima gara». Appuntamento a Sepang fra sette giorni.


 

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