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Inter Atalanta 13 2014 "Arte"
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La libertà nell’arte di Manzoni

L’artista cremonese in una mostra a Palazzo Reale

Marby

“Il nostro mondo è un alfabeto d’immagini prime. Il quadro è la nostra area di libertà; è in questo spazio che noi andiamo alla scoperta, all’invenzione delle immagini; immagini vergini e giustificate solo da se stesse”. E’ il 1956 quando queste parole spiegano dell’essere artista e di come viverlo. Tutto questo è Piero Manzoni, di cui Milano onora l’opera e gli dedica una mostra che ne delinea il percorso artistico e intellettuale con documenti originali, manifesti, fotografie, lettere e 120 opere che ci introducono nel fervido clima della Milano degli anni 50 e 60, quando la città è già una delle autentiche capitali europee. La mostra prodotta dal Comune di Milano in collaborazione con Palazzo Reale e Skira editore, è curata da Flaminio Gualdoni e Rosaria Pasqualino di Marineo in collaborazione con la Fondazione Piero Manzoni ed è realizzata nell’ambito del progetto” Primavera di Milano”, un progetto- ha dichiarato l’Assessore alla Cultura- Filippo del Corno, che vuole dedicare spazio, con approfondimenti, concerti e spettacoli, a tutti gli artisti che hanno fatto “grande” Milano. Piero Manzoni, artista e intellettuale provocatorio e innovatore, nasce a Soncino in provincia di Cremona da una famiglia borghese. La mamma appartiene a una famiglia soncinese proprietaria di una storica filanda, il padre, conte di Chioscha e Poggiolo, socio di un’azienda di prodotti alimentari muore quando Piero è adolescente. L’artista cresce insieme ai suoi quattro fratelli in un ambiente cattolico e aristocratico, consegue la maturità classica e si iscrive successivamente alla facoltà di Giurisprudenza. Ma il giovane Manzoni tiene sempre vivo il suo interesse per l’arte cui vorrebbe dedicare la vita. In un diario personale degli anni 50 scrive che vorrebbe dedicarsi sempre più all’arte ma è anche indeciso se diventare pittore o scrittore. E’, infatti, molto interessato al mondo delle idee, alla filosofia e alla psicologia che lo condurranno in seguito a partecipare a quei movimenti artistici d’avanguardia che avevano ormai superato l’idea dell’arte dai canoni formali e descrittivi della realtà per sporgersi sul mondo delle considerazioni “concettuali”. Siamo nel 55 e Piero Manzoni inizia a frequentare a Milano e ad Albisola, alcuni esponenti dei movimenti d’avanguardia come il Movimento Arte Nucleare, un movimento fondato dall’artista Enrico Baj e Sergio Dangelo che s’ispirava alle nuove ricerche della scienza e dell’atomo. E’ in seguito all’amicizia di Lucio Fontana, promotore del gruppo “spazialisti”, con Gianni Dova e Roberto Crippa di cui frequenterà lo studio, che trova un ambiente stimolante per la sue idee e per la sua produzione. Si dedica totalmente all’arte e lascia gli studi Universitari. La sua opera e la sua poetica si rivela nei quadri fortemente materici con impasti di olio e catrame, smalto e oggetti per evolvere poi verso quadri bianchi che definirà Achrome, di cui sono in mostra alcuni esempi fondamentali. Manzoni interviene con la provocazione anche sul ruolo dell’artista e dell’arte come oggetto di valore autentificato. Per questa ragione fa stampare dei blocchetti di Carte d’autenticità per arrivare all’opera provocatoria che lo distingue e lo ha reso celebre, “merda d’artista” in inglese, francese e tedesco, di cui produrrà 90 scatole su cui inserirà un’etichetta con la scritta in stampatello maiuscolo, il suo nome. Uno degli ultimi atti, insieme a tanti altri che lo renderanno un artista innovatore. Manzoni morirà, nemmeno trentenne, nel suo studio a Milano il 6 febbraio del 1963, al culmine della sua consacrazione artistica.

Info: Palazzo Reale Milano

Dal 26 marzo al 2 giugno 2014

Lunedì 14.30-19.30

da martedì a domenica 9.30 – 19.30

giovedì e sabato  9.30-22.30


 

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