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Inter Udinese "Giù al Nord" 14 2014
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Le gambe d’oro al cinema

Fiore Marro

Il cinema in generale non si è mai occupato molto di calcio, forse per la difficoltà nel girare scene in movimento, ma di quel poco che ha prodotto sul tema non ha mai sortito un effetto domino. Ricordo però tra quelli che ho visto, in una sala cinematografica, il lungo, scrosciante applauso per la rovesciata di Pelè , al termine di Fuga per la vittoria (1981) Un film diretto da  John Huston .  Il film, liberamente ispirato alla partita della morte tenutasi a Kiev il 9 agosto 1942 tra una mista di calciatori diDynamo e Lokomotiv e una squadra composta da ufficiali dell'aviazione tedesca Luftwaffe, è stato un film che può definirsi  una pietra miliare  del binomio calcio-cinema e che mantiene ancora oggi una notevole popolarità, soprattutto per la presenza di grandi calciatori dell'epoca a fianco degli attori principali, tra cui il celeberrimo Pelé. La partita, nel film la partita è invece giocata a Parigi, è per i nazisti una buona occasione di propaganda, per i nostri una chance d'evasione. Ma alla fine del primo tempo i nostri sono sotto di tre gol.  Un film che parte stretto e desolato nel campo di Gensdorff, va avanti sulla doppia tensione della guerra e della partita che verrà ed esplode nello stadio con un movimento di popolo che smuoverebbe le lacrime alle pietre. Huston sembra divertirsi da matti, icalciofili-cinefili sono in paradiso. Altri film che vale la pena menzionare è Gambe D’Oro che è un film del 1958, diretto da Turi Vasile che vede come protagonista il grande Totò nel ruolo del Barone Luigi Fontana che è un ricco, ma tirchio, produttore di vini pregiati, nonché presidente della squadra di calcio dilettantistica del Cerignola che, a coronamento di un campionato a dir poco trionfale, sta per essere promossa. L'ambiente è idilliaco con tutti i giocatori legati tra di loro come dei fratelli. L'equilibrio viene sconvolto dall'arrivo di un procuratore milanese (questi milanesi)  che si dichiara pronto all'acquisto di due giocatori creando le gelosie degli altri. Tutto si risolverà nel migliore dei modi con un'amichevole contro la Nazionale italiana. Il film racconta di un Italia che pare ora lontana anni luce, pieno di valori che ad oggi sembrano chimere. Da sottolineare un film inglese sul calcio che a mio sommesso avviso può essere indicato come forse il migliore sotto il profilo di come rappresenta il  mondo del tifo, non quello ultrà, ma quello di miriade di persone che amano, piangono e gioiscono e si disperano a seconda del risultato della squadra amata, il film è :  Febbre a 90° (Fever Pitch) che uscì nel 1997 diretto  da David Evans, tratto dall'omonimo romanzo di Nick Hornby. Il film ha come protagonista Paul Ashworth, figlio di genitori divorziati, che vive nella periferia di Londra, e la struttura della narrazione è caratterizzata dall'alternarsi di scene della sua adolescenza e della sua vita da adulto che ruotano perlopiù attorno alla sua squadra del cuore. Il mio film, il film in cui mi riconosco è :  Ultimo minuto del 1987 diretto da Pupi Avati con un fantasmagorico Ugo Tognazzi. Un film che parla del calcio di provincia, di quel calcio della provincia italiana a volte spaccona, a volte arruffona  , a volte incomprensibile, ma così vera, così viva e inimitabile.Walter Ferroni (Ugo Tognazzi) è il direttore sportivo-factotum di una squadra di calcio che sopravvive nella bassa classifica della Serie A degli anni '80 tra problemi finanziari, piccoli imbrogli e tanta passione. Dopo anni di difficoltà e di bilanci "aggiustati con la scolorina", Ferroni riesce a fare acquistare la squadra dal ricco industriale Di Carlo, credendo che questi si limiterà a finanziare la società lasciando a lui la gestione. Il nuovo presidente invece, lo rimuove dall'incarico e gestisce personalmente. La squadra parte con baldanza, ma senza l'esperienza e i contatti di Ferroni incontra subito notevoli difficoltà. Il nuovo presidente impara a proprie spese che gestire una società di calcio è diverso dal gestire un'azienda. La squadra passa da una sconfitta all'altra, sino a quando lo stesso Di Carlo viene pesantemente contestato e minacciato dai tifosi. Il presidente si trova costretto a ritornare sui suoi passi e richiama Ferroni. Tra le perplessità e l'ostilità di molti, dentro e fuori la società, vince la prima partita della sua nuova gestione con una mossa coraggiosa e disperata: sostituisce a pochi minuti dalla fine della gara con l'Avellino il vecchio e corrotto centravanti Boschi con il giovane diciassettenne Paolo Tassoni della squadra"primavera", che realizza il gol decisivo proprio all'ultimo minuto. Per chi non ha visto questi film un invito a prenderne visione , ne vale la pena.


 

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