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Gli arbitri – Il “passo del gambero” del calcio italiano

Fiore Marro

In questi ultimi lustri se c’è una categoria che ha avuto una forte involuzione su tutte nel mondo del calcio, sottoscrivo in assoluto quella degli arbitri, che ritengo si la peggiore. Eppure di accorgimenti ne sono stati presi a iosa, tant’è che da che la terna arbitrale era appunto composta da  tre giudici si è passati addirittura a sei. Con risultati altamente scadenti. Come è accaduto con difensori e portieri anche con gli arbitri l’Italia calcistica ha fatto passi indietro mostruosi a mio modesto avviso. La “giacchetta nera” italiana è stata considerata per lunghissimi anni nel mondo se non la migliore in assoluto di sicuro però annoverata tra le più preparate. Tanto per citare qualcuno di loro potremo partire da quello che considero personalmente il migliore in assoluto : Concetto Lo Bello che detiene tuttora il record del maggior numero di partite arbitrate in Serie A (328), e nel 1963 è stato insignito con il prestigioso Premio Giovanni Mauro. Oltre ad essere l'arbitro più presente in Serie A, Lo Bello è anche il più anziano ad aver diretto una partita delle Coppe Europee: Diresse appunto  il 29 maggio 1974 a 50 anni e 16 giorni, la finale di Coppa UEFA tra Feyenoord e Tottenham. Lo Bello nacque a il 13 maggio 1924 a Siracusa dove venne a mancare il 9 settembre 1991 . Un ‘altro “fischietto” a mio giudizio da considerare un fuoriclasse è stato Luigi Agnolin ; uno dei migliori al mondo a cavallo tra gli anni settanta e ottanta. Agnolin diresse 226 gare in Serie A dove esordì il 18 marzo 1973 in Fiorentina-Cagliari , mentre in Serie B il suo esordio fu in Como-Monza nel 1968. Nominato arbitro internazionale nel 1978, rappresentò la FIGC al Campionato mondiale di calcio 1986, dove diresse URSS-Ungheria (6-0), l'ottavo di finale Argentina-Uruguay (1-0) e la semifinale di Guadalajara tra Germania Ovest-Francia (2-0). In carriera diresse anche la finale di Coppa delle Coppe 1986-1987 del 13 maggio 1987 ad Atene tra Ajax e Lokomotive Lipsia (1-0 in virtù della rete di Marco van Basten) e, coadiuvato dai guardalinee Tullio Lanese e Sergio Coppetelli, la finale di Coppa dei Campioni 1987-1988 PSV Eindhoven-Benfica: 0-0 dopo 120 minuti e vittoria degli olandesi allenati da Guus Hiddink per 6-5 ai calci di rigore. Vanta anche la finale di ritorno di Supercoppa Europea nel 1986 tra Dynamo Kiev e Steaua Bucarest ed una semifinale di Coppa UEFA 1981-1982 tra Radnički e Amburgo (2-1).Ha diretto anche le finali di Coppa Italia delle edizioni 1984-1985 e 1987-1988. Nel 1980 è stato insignito del prestigioso Premio Giovanni Mauro. È noto anche perché il 26 ottobre 1980, durante un derby della Mole (finito 1-2 per i granata), Agnolin disse a Bettega, che stava protestando, «vi faccio un culo così!» a seguito delle polemiche nate sui quotidiani sportivi, Agnolin assunse la nomea di "arbitro anti-Juve", e venne sospeso per quattro mesi. Nel 1983 decise di farsi crescere la barba, e per questo motivo venne pubblicamente redarguito dal designatore della C.A.N. di allora, Alessandro D'Agostini, che lo invitò a radersi: ciò nonostante Agnolin, mantenne per un certo periodo il nuovo look. La punta di diamante rimane però Pierluigi Collina (Bologna, 13 febbraio 1960) . Tra le sue innumerevoli  gare arbitrate  spicca su tutte la finale dei Mondiali del 2002 ed è stato il miglior arbitro del mondo di tutti i tempi secondo quanto stabilito dallaIFFHS, la Federazione mondiale degli storici e degli statistici del calcio con sede in Germania che nel gennaio 2010 ha esaminato tutte le graduatorie in materia arbitrale negli ultimi 22 anni (dal 1987). Dotato di temperamento deciso e carismatico, benché non sia propriamente un giocatore, il Times lo ha inserito al 50º posto della classifica dei 50 calciatori più cattivi di tutti i tempi. Dal 2011 è membro della Hall of fame del calcio italiano. Oggi a dirigere le gare, specie quelle importanti ci sono Paolo Silvio Mazzoleni, Nicola Rizzoli, Paolo Tagliavento, Gianluca Rocchi; i peggiori  arbitri della nostra storia calcistica di tutti i tempi, paragonarli agli arbitri succitati e come comparare Duvan Zapata a Gonzalo Higuain o peggio Walter Mazzarri a Josè Mourinho.


 

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