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Inter Bologna 16 2014 "la Partita"
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L’Inter si gioca il proprio futuro

Mazzarri a un bivio: contro il Bologna alla ricerca dell’Europa

Emanuele Tramacere              Ancora uno stop, ancora una prestazione negativa, ancora una squadra che crea tanto e non concretizza la grande mole di gioco espresso e alla fine anche con il Livorno è arrivata la beffa. Il presidente Erick Thohir non gradisce e, ovviamente, non ha gradito anche lo stesso Walter Mazzarri che al di là delle dichiarazioni di facciata in difesa dei propri giocatori, ha in programma di ribaltare come un calzino l’undici iniziale nella sfida contro il Bologna. Per Mazzarri, inoltre, arrivano buone notizie dall’infermeria: a oggi tutti o quasi gli acciaccati nerazzurri potrebbero tornare a disposizione. Esteban Cambiasso e Yuto Nagatomo, tenuti a riposo precauzionale a Livorno, sono perfettamente recuperati e arruolabili. L’unico che sarà valutato fino all’ultimo dal tecnico toscano è Hugo Campagnaro, che accusa già da qualche giorno un fastidio a un polpaccio ma sarà tenuto sotto stretta osservazione. Stop agli esperimenti e ampio spazio alle certezze. Il 4-3-1-2, adattato a inizio partita contro i toscani, sarà abbandonato in favore del più solido 3-5-2. In difesa Andrea Ranocchia ritroverà la maglia da titolare accanto a Rolando e Juan Jesus facendo sedere nuovamente in panchina Walter Samuel. Mauro Icardi e Rodrigo Palacio continueranno ad affiancarsi nell’attacco nerazzurro, mentre sugli esterni Yuto Nagatomo ritornerà titolare ai danni di un non perfetto Danilo D’Ambrosio. E’ la linea mediana il reparto che, fino all’ultimo, Mazzarri valuterà con attenzione per assegnare le tre maglie da titolare. Se Hernanes e Cambiasso sono certi del posto in squadra, per l’ultimo disponibile sono in tre i centrocampisti che si contenderanno la titolarità fino all’allenamento di rifinitura. Mateo Kovacic, Fredy Guarin e Ricky Alvarez hanno, nella testa dell’allenatore, tanti contro e pochi pro. Il 19enne croato difetta in fisicità e nella fase difensiva; il talentuoso 28enne colombiano alterna ottime giocate a fasi di assenza totale dal campo che portano, poi a errori clamorosi come quello che ha negato all’Inter la vittoria a Livorno; il trequartista argentino, infine, a 26 anni ancora non ha trovato la giusta collocazione nello scacchiere tattico dell’allenatore. Insomma in tre per un ruolo, con la sensazione che il diktat imposto dall’alto (Thohir pretende la valorizzazione del talento di Kovacic) avrà la meglio sulle scelte passate dell’allenatore toscano. Contro il Bologna bisognoso di punti, l’Inter non può più permettersi fermate non previste sulla tabella di marcia in direzione europea. Centrare il piazzamento in Europa League è fondamentale in vista della prossima stagione. Sul piatto della bilancia non ci sono solo i tre punti, ma buona parte del futuro del club, e anche dell’allenatore.


 

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