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Milan Catania 17 2014 "l'intervista a Canuti"
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Canuti: “Non c’è partita… sulla carta”

L’ex difensore delle due squadre applaude Seedorf per aver trovato continuità

Emanuele Tramacere

Difensore centrale solido e roccioso, molto duttile dal punto di vista tattico tanto da essere in grado di ricoprire con successo anche i ruoli di terzino e libero, Nazzareno Canuti cresce e fa il suo esordio in Serie A con la maglia dell’Inter, con cui colleziona uno scudetto e due coppe Italia. Nella stagione 1982-83 entra nello scambio che porterà Collovati in nerazzurro giocando con il Milan la stagione in Serie B. I rossoneri centrano subito la promozione anche grazie alla solidità difensiva garantita da Canuti. Successivamente giocherà due stagioni nel Genoa, totalizzando 50 presenze, e tre campionati con la maglia del Catania scendendo in campo in 81 incontri con una rete all’attivo.

Che partita si aspetta a San Siro fra Milan e Catania?

Dal periodo e dal momento che stanno attraversando le due squadre, fra Milan e Catania non dovrebbe esserci partita sulla carta, ma il calcio riserva sempre mille sorprese. Purtroppo non sono fiducioso e mi dispiace molto per il Catania perché è sempre difficile e complicato uscire da un’annata iniziata male e proseguita peggio.

Il Milan ha raccolto 10 punti nelle ultime 4 giornate. Cos’ha cambiato Seedorf per trovare questa continuità?

Seedorf è riuscito a compattare la squadra, ha portato freschezza e idee nuove che hanno avuto bisogno di qualche tempo per attecchire con i giocatori. Ma ora c’è serenità nel gruppo e questo è servito per ribaltare quest’ultima parte di campionato che sembrava destinata a non avere obiettivi, mentre ora la rincorsa all’Europa League è possibile.

Rami-Taarabt due giocatori in prestito che stanno facendo la fortuna dell’allenatore. Costano 7 milioni l’uno, e se fosse nella proprietà li riscatterebbe?

Beh, credo che il riscatto di Taarabt dovrebbe sicuramente arrivare, su Rami ci penserei un po’ di più dato il ruolo che ricopre in campo. Il punto di domanda per me, però è e rimane Ricardo Kakà, che continua ad essere un grande talento, ma che dovrà anche iniziare a fare i conti con la carta d’identità.

Contro il Genoa solo 15 minuti per Balotelli apparso ancora una volta fuori dal gioco della squadra e poco concentrato in campo…

Quello di Balotelli sarà un nodo che il Milan dovrà sciogliere a fine stagione. Dovrà essere presa una decisione per capire se è il caso di tenere un giocatore la cui costanza di rendimento non è mai stata formidabile e che, al contrario, spesso può anche rivelarsi un problema nella gestione dello spogliatoio. In Nazionale di giocatori in attacco non ce ne sono tanti al suo livello e in un così breve periodo credo assolutamente che possa fare bene.

Dall’altra parte il Catania arriva in una situazione estrema a sette punti di distacco dalla zona salvezza ma con solo 4 successi all’attivo in stagione di cui l’ultima risalente a ben 2 mesi fa. Crede nella salvezza?

Il campionato del Catania inizia adesso e credo che lo spirito combattivo del club possa aiutarlo nel portare a casa qualche risultato. Purtroppo per il Catania in queste sei partite non gioca da solo e anche se dovesse trovare qualche risultato utile non ha nelle proprie mani la gestione di questo finale. Da qui in avanti si dovrà tener conto anche di quanto fatto dalle rivali.

Che colpe ha Rolando Maran, esonerato due volte in stagione?

Purtroppo non credo molte. Il suo doppio esonero è la conferma che le cose non sono andate bene fin dall’inizio in questa annata. Se uno esonera un allenatore e poi lo richiama ma non ottiene mai un cambiamento di risultati testimonia che il problema, molto probabilmente, non stava nel manico ma negli interpreti.

Cosa può fare un allenatore con così poca esperienza ad alti livelli come Maurizio Pellegrino per salvare il Catania?

Può dare un’iniezione di fiducia per ricominciare, può cercare di creare unione in un gruppo di ragazzi che da inizio anno hanno iniziato a giocare ognuno per sé, perdendo, quindi, la compattezza che nelle passate stagioni è stata forse la chiave dei successi catanesi. La sua inesperienza, da questo punto di vista, può responsabilizzare i giocatori.


 

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