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Milan Catania 17 2014 "Palla all'On"
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Le interviste di     Lara Comi: Claudio Pedrazzini

“Cessione di una quota di minoranza e stadio di proprietà, così il Milan tornerà grande in Europa”

Ma la guida e il controllo devono rimanere alla famiglia Berlusconi, garanzia di successo

Come nasce il tifo per i rossoneri?

“La fede rossonera mi accompagna da quando il nostro grande presidente Silvio Berlusconi ha preso le redini della società, portandola a strepitosi successi in campo nazionale e internazionale. Da esponente politico di Forza Italia, non potevo che tifare rossonero”.

Fa parte del Milan Club della Regione?

“Ovviamente sì. È stata una bella iniziativa, voluta in prima persona dal Presidente Maroni, che ha anche inaugurato il Club insieme con il grande capitano, Franco Baresi. Non so esattamente quanti siano a oggi gli associati, ma al momento dell’inaugurazione del club ‘LombarDiablo’ i soci erano quasi un centinaio, a dimostrazione della grande passione e del grande seguito che c’è anche fra i dipendenti di Regione Lombardia”.

Seedorf sembra avere trovato la quadra. È d’accordo?

“Seedorf, fin da subito, ha provato a trasmettere alla squadra la sua visione del calcio e la sua filosofia di gioco. I risultati all’inizio sono stati altalenanti, ma va dato atto che è sempre difficile subentrare a campionato in corso, cambiando meccanismi già rodati con un diverso modulo. Adesso i giocatori hanno avuto il tempo di assimilare le novità tattiche introdotte dall’allenatore e i risultati sembrano arrivare: la squadra ha sicuramente maggiore equilibrio e finalmente uno buona continuità di risultati”.

Barbara Berlusconi ha aperto alla possibilità di una cessione di un 20-30% del Milan. 

La famiglia Berlusconi negli ultimi 20 anni è riuscita a portare il club ai vertici del calcio mondiale, vincendo in Italia e in Europa come nessun altro. Negli ultimi anni, tuttavia, il mondo del calcio in Europa è notevolmente cambiato a causa sia della crisi economica che ha colpito anche lo sport sia dell’avvento di grossi capitali provenienti da investitori esteri, che hanno reso estremamente difficile la competizione, elevando l’asticella a budget fino a poco tempo fa impensabili. Credo che la cessione di una quota minoritaria del club sia la strada giusta da seguire, perché permetterà l’afflusso di capitale da poter investire per rilanciare il club e competere sullo stesso piano delle altre big europee; tutto questo sempre sotto la guida e il controllo della famiglia Berlusconi, che è garanzia di successi”.

Berlusconi, un po’ scherzando, avrebbe ricordato che ci rimette 50 milioni di euro l’anno nel Milan. Il mecenatismo ha bisogno di una nuova stagione?

“Non ho dubbi sul fatto che il file rouge che lega il Presidente al Milan sia esclusivamente la passione per il gioco del calcio e la fede rossonera, che ha portato la sua famiglia a importanti sforzi economici per mantenere nel tempo sempre ad alti livelli la squadra. Il calcio è ormai un business mondiale, e ha interessi che in alcuni casi vanno molto al di là della pura passione sportiva. Più che una stagione di nuovi mecenati, ritengo che sia indispensabile una regolamentazione europea uniforme degli investimenti nelle società sportive, che permetta un maggiore controllo dei bilanci societari e dia a tutte le società dei vari Paesi le stesse opportunità. Mi auguro che l’applicazione del fair play finanziario, previsto dall’Uefa, possa essere un passo importante verso questa direzione”.

L’ingresso di un eventuale nuovo socio sarebbe importante soprattutto in relazione al “progetto stadio”, cioè la costruzione di un nuovo impianto di proprietà del Milan.

“Favorevolissimo: lo stadio di proprietà è il punto focale per poter competere con le big d’Europa. La costruzione di un impianto moderno e funzionale avrebbe una duplice valenza: sportiva ed economica. Sulle orme di quanto fatto da Bayern Monaco o Juventus, lo stadio permetterebbe da un lato di incrementare notevolmente il fatturato della società attraverso i ricavi provenienti da un maggiore afflusso di tifosi e dalle attività commerciali ad esso connesse (museo, ristoranti, attività commerciali); dall’altro lato giocare sempre in un impianto tutto esaurito con l’incredibile spinta dei tifosi sarebbe un grande vantaggio per la squadra”.

Il Milan punta su strategie commerciali in Medio Oriente e in Asia. È quella la via giusta?

“ll Milan è uno dei brand italiani più conosciuti e ha tifosi in giro per il mondo. Se si vuole competere in un mercato globale, investire sull’immagine del club con importanti campagne di marketing è, non solo giusto, ma inevitabile. Il Medio Oriente e l’Asia sono i mercati emergenti su cui conviene puntare, così come dimostra anche la scelta della Fifa di giocare le prossime due edizioni dei mondiali di calcio in Russia e in Qatar. Barbara Berlusconi, nonostante la sua giovane età, ha dimostrato in poco tempo di avere le idee chiare in merito e con il suo lavoro, nei prossimi anni, riuscirà sicuramente a portare in alto il nome del Milan”.

Rischi per  il match col Catania?

“Tutte le partite sono insidiose, a maggior ragione quelle con le cosiddette ‘piccole’. Il Catania è in una situazione di classifica molto delicata e la partita con il Milan è una sorta di ultima spiaggia per continuare a sperare ancora nella salvezza. Ci dovremo aspettare una squadra molto aggressiva che lotterà su tutti i palloni, ma sono convinto che Seedorf riuscirà a preparare la partita nel migliore dei modi. In bocca al lupo ragazzi!”.


 

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