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  Le interviste di Lara Comi: Alessandro Cattaneo. Con il Palermo grazie al Pazzo l’anno scorso una rimonta storica

Mou un mito ma l’Inter deve guardare avanti e puntare sui giovani

 

Cari amici interisti,

questa settimana ho intervistato un giovane sindaco: Alessandro Cattaneo,  classe ’79, una  laurea in Ingegneria elettronica. A soli 30 anni è diventato il  primo cittadino di Pavia eletto nelle file del pdl. Ma ragiona come un veterano. Nella vita basta crederci per realizzare i propri obiettivi. E la sua Inter, anche in Champions, dice, può arrivare dove vuole. Ma sono i dettagli, e cita il Profeta di Setubal, a fare la differenza.

1.     L’Inter si è resa protagonista di una grande cavalcata e si è riportata sotto, eppure il tecnico ha dovuto difendersi dalle accuse di mancanza di bel gioco.

«Mah, io non saprei: quando vedo Zanetti che ne salta due in progressione e poi serve Milito che con un sinistro incrociato trafigge Abbiati, come nel derby, io mi diverto un sacco... In ogni caso la diatriba tra risultati e bel gioco c'è sempre e ovunque perché il tifoso è esigente per natura. Ma ci sono momenti e momenti: abbiamo iniziato male la stagione e negli ultimi due mesi servivano soprattutto punti per ritornare a occupare le posizioni di classifica che ci competono. In questo momento il risultato è la priorità e Ranieri è stato intelligente nel tirare fuori il meglio dalla rosa a disposizione».

2.     Tronchetti Provera non ha escluso un ritorno in futuro di Mourinho. Ma Paolillo ha subito gettato acqua sul fuoco, Ranieri resta finché vuole, ha detto. Da che parte sta?

«Io sto dalla parte dell'Inter. Non mi nascondo, certo: Josè Mourinho, come Helenio Herrera, è stato un mito nerazzurro che non dimenticheremo mai, ma dopo aver realizzato il Triplete ha fatto le sue scelte. Ovviamente è normale ricordarlo sempre come colui il quale ha fatto fare all'Inter un salto di qualità decisivo, ma l'Inter deve andare avanti anche senza Mourinho. Adesso c'è Ranieri e ci sono un campionato e una Champions League da affrontare al meglio, questo è quello che conta. I ricordi sono fondamentali, ma dobbiamo pensare al presente e al futuro».

3.     I big di centrocampo sono un po’ avanti con l’età e i giovani devono crescere. Un consiglio di mercato.

«Purtroppo non sono più i tempi in cui le squadre italiane acquistavano campioni su campioni da ogni parte d'Europa e del mondo. A farla da padrone sul mercato oggi sono altre squadre di altri Paesi e per questo è necessario ragionare con lungimiranza e strategia, investendo su giovani di prospettiva. Non dimentichiamo che, per esempio, il nostro regista Cambiasso lo abbiamo preso a costo zero in scadenza dal Real, cosí come abbiamo vinto scommesse come Maicon, Lucio e Nagatomo. D'altronde siamo alle porte dell'era del fair play finanziario e trovo giusto che l'Inter punti su giovani come Ranocchia, Poli, Alvarez o il nuovo arrivato Juan».

4.     Si avvicina il match di Champions League con l’Olympique Marsiglia, dove può arrivare quest’Inter?

«L'Inter puó arrivare dove vuole e anche quest'anno avrebbe tutte le carte in regola per vincere in Europa, ma in Champions come diceva sempre proprio Mourinho a fare la differenza sono i dettagli: è necessario più che altro arrivare in gran forma nel periodo della fase finale, senza infortuni e con tutti al 100%. Quest'anno gli scogli più duri da superare sono il Real di Mou e il solito, stratosferico, Barcellona, ma ricordo che fu proprio l'Inter due anni fa a eliminare il Barca con due prestazioni incredibili».

5.     Pazzini ritrova il Palermo contro cui ha esordito in maglia nerazzurra esattamente un anno fa. Due gol e una straordinaria rimonta da 0-2 a 3-2.

«E quel giorno abbiamo subito capito tutti che il Pazzo era il giocatore perfetto per la nostra Inter, pazza e imprevedibile come nessun'altra squadra al mondo. Quella fu una rimonta storica, anche se la più incredibile fu quella contro la Sampdoria, con i tre gol in sei minuti. Non mi viene in mente un'altra squadra che è stata capace di un'impresa del genere... Anzi, a pensarci bene una c'è: il Liverpool a Istanbul, finale di Champions League. Non mi ricordo l'altra squadra di quella sera ma ricordo che fu una gran bella serata».


 

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