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iosonopompilio 9 2012
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La sentenza ha ammesso che non esistono prove che dimostrino l’equanimità del teorema sportivo che condannò la Juve nel 2006

di Cesare Pompilio

  Luciano Moggi è stato condannato dal tribunale di Napoli solo per le carte sim, tutto il resto non è materiale di “delinquenza” né sportiva, né sociale. Il giudice Teresa Casoria ammette  che non esistono prove che dimostrino la giustezza  del teorema sportivo che ha condannato la Juventus nel 2006. “Il dibattimento  non ha dato la prova del procurato effetto del risultato finale del campionato 2004/2005”. Questa è musica per le mie orecchie. Scriba e mena torrone, ora cosa diranno? Son passati cinque anni, cinque dolorosi anni per 15 milioni di tifosi della Juve.  Derisi, insultati, perseguitati e adesso? Zitti, adesso parliamo noi. Luciano Moggi, dunque, paga per la sua indiscussa competenza.

  Noi lo diciamo da anni, ma è stato Franco Carraro a definire Moggi “Il più grande competente di calcio del mondo”. Marcello Lippi, ex commissario tecnico degli azzurri, nei giorni caldi di calciopoli vinse il campionato del mondo in Germania con i giocatori suggeriti da Moggi, e dopo? Si fece intervistare da colui il quale voleva le dimissioni di Lippi e Luciano Moggi alla forca. Ma Dio vede e provvede.  Qualcuno dei nemici giurati di Luciano Moggi c’è ancora, sono curioso di sapere ora cosa ne pensa, sono ancora “stronzate” aver cacciato in serie B e distrutto una società gloriosa come la Juve? Sono ancora “stronzate” aver tolto due scudetti e averne assegnato uno all’Inter immeritatamente e che, certamente, non sarebbe arrivata nei primi posti per insufficienza di tasso tecnico, non per le fumose “invasioni di campo moggiane”. Ora le nostre affermazioni sono suffragate da un tribunale della Repubblica, per favore chiudiamola questa ferita, restituiamo il mal torto al legittimo proprietario e, soprattutto, chiedete scusa a Moggi per tutto il fango che in questi cinque anni gli avete buttato in faccia. Tutti, uno per uno, senza distinzione di sesso, di religione, di casta d’appartenenza, di colore di maglia. Tutti in fila chiedetegli scusa. Certo che le motivazioni della sentenza di Napoli sono una mannaia morale sulle cervici dei trafficanti che vivono nel mondo del calcio. Ora come la mettiamo con l’‘incompetenza’ per l’assegnazione degli scudetti? Come la mettiamo con la fastidiosa e medievale ‘radiazione’? Il mondo del calcio è ammalato. E’ un ammalato grave (le partite truccate che sono emerse in questi giorni) e bisogna guarirlo alla luce delle nuove tecnologie: il computer ha accorciato le distanze nel mondo, le scommesse ormai travalicano i confini di ogni nazione, dunque occorrono leggi chiare e inequivocabili, altro che radiare chi dimostra di essere un fuoriclasse. Oggi, se fossimo dei villani, potremmo respirare a pieni polmoni per il campionato in corso, dove l’Inter è un pallido ricordo di quella che fu con Roberto Mancini e Mourinho. Ma noi siamo amanti del calcio e non del risultato, ecco allora il nostro dolore (calcistico dico) nel vedere i nerazzurri essere ritornati la squadra post calciopoli quando indossavano la maglia che fu di Peppin Meazza, giovanotti come Taribo West o Vampeta mentre la Juve schierava: Buffon, Nedved, Emerson, Trezequet e teneva in panchina Mutu e Del Piero; allenatore Fabio Capello. Sulle motivazioni della sentenza ritorneremo ancora sia su Antenna 3 o Telelombardia o Top calcio 24. Ritorneremo con la ferrea convinzione che gli scudetti della Juve sono solo 29 ad oggi… Bacio le mani!!!


 

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