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   Le interviste di Lara Comi: Valentina Aprea "Assessore all'Istruzione, formazione e cultura della Regione Lombardia"   

 

Battere gli inglesi inventori del calcio è ancora più bello

 

Speriamo in una serata magica con il pubblico dodicesimo giocatore in campo. Finale a Monaco? La Germania ha già portato bene all’Italia…

Arriva l’Arsenal con cui il Milan ha due precedenti nelle coppe europee: nel 1994 i rossoneri si sono aggiudicati la Supercoppa europea, nel 2007/2008  uscirono invece in Champions per mano degli inglesi.

 «La rivalità calcistica tra Inghilterra e Italia è molto sentita. La stessa stampa inglese è sempre super critica nei confronti del nostro calcio. Quando  si affronta una squadra d’Oltremanica il fascino della Champions allora aumenta, si sente ancora di più la tensione della partita. Gli inglesi si sentono gli inventori di questo sport, e batterli ti dà maggiori sensazioni e soddisfazioni. I precedenti con l’Arsenal sono in pareggio, questa è la volta buona per dimostrare che il calcio italiano non è inferiore al loro, sia sotto l’aspetto tattico, sia sotto il profilo dello spettacolo».

La buona notizia è che il Milan troverà un Ibrahimovic caricato e motivatissimo dopo lo stop in campionato.

«Ibrahimovic è sempre stato criticato dalla stampa e dai media perché nelle partite importanti, quindi nella fase finale di Champions, non ha mai dato un contributo significativo alle squadre in cui militava (Juventus, Inter e Barcellona). In questa occasione il riposo forzato e la sua carica agonistica lo porteranno sicuramente a essere il trascinatore della squadra nell’affrontare la sfida in questa serata che auspichiamo magica».

Sulla carta l’Arsenal non sembra irresistibile, nella Premier League è lontano dalle posizioni di vertice.

«Non bisogna valutare l’avversario dalla posizione di classifica del campionato di appartenenza: a questo livello le squadre si equivalgono, è importante il grado di forma che hanno gli atleti al momento della sfida. Il Milan è in un momento delicato con parecchi infortunati, soprattutto a centrocampo, il pubblico sicuramente sarà il dodicesimo giocatore in campo e sosterrà la squadra che affronta l’Arsenal in un momento positivo della sua stagione».

Per lo meno il Milan non si troverà di fronte Fabregas, il sogno rossonero e finito al Barcellona. Galliani sostiene che con questi fatturati non può permettersi colpi da 40 milioni.

«Quello delle risorse per il nostro calcio è un grosso problema che Galliani ha già esplicitato in diverse occasioni. Nel momento attuale di crisi è difficile per i club Italiani  sostenere forti investimenti come invece possono permettersi le squadre spagnole e inglesi. In tale contesto economico il caso Fabregas è significativo, un campione che il Milan voleva assolutamente per rafforzare il centrocampo, ma le possibilità economiche del Milan non hanno potuto competere  con quelle del Barcellona. Speriamo di incontrare il “sogno” Fabregas in finale a Monaco».

Quest’anno la finale è a Monaco, città non ancora segnata dal marchio vincente Milan, i rossoneri hanno alzato la Coppa a Londra,  Madrid, Barcellona, Vienna, Atene, Manchester, e ancora Atene. Ma devono dimostrare di essere  tornati grandi anche in Europa.

«Le sette vittorie del Milan in Coppa hanno dato lustro non solo alla società, ma a tutto il calcio italiano. Negli ultimi anni le nostre squadre hanno fatto molta fatica in campo europeo, auspichiamo che il 2012 sia l’anno perfetto per tornare a primeggiare in Europa. Alzare la Coppa a Monaco sarebbe l’ideale per il calcio italiano. Ricordandoci che già nel 2006 la Germania è stata spettatrice del nostro trionfo ai Mondiali».

 

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Milan da rispettare, ma occhio a Van Persie e Henry

L’Arsenal non ha mai vinto una Champions ma con 13 scudetti in bacheca e 10 Coppe d’Inghilterra è solo  una questione di tempo

Il Milan ha dominato per anni nel mondo. Qual è la sua immagine oggi in Inghilterra?

«Sarà sempre guardato con rispetto nel Regno Unito. Ha sempre avuto ottimi giocatori ed è una delle squadre che ha avuto più successi al mondo. I tifosi britannici non lo dimenticheranno mai. Sono convinta che le squadre italiane facciano sempre la differenza nelle competizioni europee».

Chi devono temere i rossoneri nel match di mercoledì al «Meazza»?

«Si sa, in Inghilterra e in tutta Europa, che l'Arsenal ha perso alcuni dei suoi giocatori migliori, come Cesc Fabregas, cedendoli ad altre squadre. Ma ci sono ancora degli ottimi elementi, e l'Arsenal ha dimostrato spesso di saper zittire gli scettici, come la settimana scorsa demolendo il Blackburn con un secco 7-1. Penso che la difesa del Milan debba temere più di tutti Robin van Persie, ma deve anche stare attenta se Thierry Henry si alza dalla panchina!».

Chi invece le fa paura del Milan?

«Ci sono sicuramente due grandi campioni che potrebbero causare qualche problema all'Arsenal. Alexandre Pato ha delle caratteristiche straordinarie per la sua età e Zlatan Ibrahimovic ha mostrato per molti anni di che pasta è fatto. Arsene Wenger dovrà mettere bene in guardia la sua difesa da queste due minacce».

Il calcio inglese viene considerato un modello per lo sfruttamento degli stadi. Per il merchandising un tifoso della Premier League inglese spende mediamente il triplo di quanto spende un italiano. E’ quella la via per uscire dalla crisi del debito che investe molte società?

«Non sono molto convinta che le squadre britanniche sfruttino i loro tifosi con il merchandising. Se un tifoso è particolarmente appassionato di calcio è normale che la sua spesa in oggettistica della squadra risenta di questo amore per il gioco. L'attuale crisi del debito è preoccupante per le squadre di Premier League e forse dovremmo cercare delle soluzioni più sostenibili, ma ho dei dubbi che le entrate del merchandising, da sole, possano tirare le squadre fuori dai debiti. Sono fortemente convinta che appena salirà la qualità del calcio giocato, i tifosi si precipiteranno allo stadio e le squadre vedranno di colpo un miglioramento dei conti».

Come è possibile che uno dei più antichi club inglesi e del mondo come l’Arsenal non abbia ancora vinto la Champions League e non sia mai arrivata la Coppa a Londra?

«In effetti i londinesi e in particolare i tifosi dell'Arsenal sono piuttosto contrariati dal fatto che la Coppa dalle grandi orecchie è sempre sfuggita loro finora. Ma questo non vuol dire che l'Arsenal non abbia avuto successo. Al contrario, i tifosi dell'Arsenal sono molto fieri delle loro dieci FA cup (Coppa d’Inghilterra) e dei loro tredici campionati vinti. Penso sia solo una questione di tempo prima di vedere il trofeo della Champions League allo Stadio Emirates».


 

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