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L'Editoriale 10 2012
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L’Editoriale

di Beppe Vigani

  L’Italia è un popolo in gran parte di origine borbonica. Mi perdonino i permalosi e i presuntuosi, ma molte delle cose che stiamo vedendo sono connotate al nostro essere indolente e pernicioso. Non è filosofia spicciola o retorica di quartiere: in molti abitanti dello Stivale si evidenziano ipocrisia di natura morta, discorsi per gonzi e allocchi, trombe per sordi e stonati. In qualsiasi campo siamo discutibili. In questi ultimi giorni l’Italia è governata da Mario Monti: a qualcuno risulta che sia stato eletto dal popolo italiano? Un discorso che parte da lontano, ma che suffraga lo stato recente del nostro Paese. Si potrebbero citare centinaia d’incongruenze, ma ci soffermiamo all’attività pedatoria che noi amiamo tanto. Da anni è in corso una diatriba sulla prova televisiva in campo. In ogni angolo del pianeta arrivano pareri contrastanti, molti dei quali senza una motivazione ben precisa. In molti sport la prova televisiva è utilizzata: basket, rugby, tennis, hockey ghiaccio, per citarne alcuni. Nel calcio, a distanza di più un secolo, non si riesce ancora a determinare la liceità di un gol con assoluta certezza. Eppure la stortura esiste anche qui. Com’è possibile che in uno sport, in cui è vietata la prova televisiva per determinare un gol o non gol, un’espulsione, un gol in fuorigioco o no, sia possibile usare le immagini tv per giudicare un fallo non ravvisato dall’arbitro? E’ alquanto ipocrita punire un giocatore per una sciocchezza commessa, quando fin troppe squadre hanno buttato all’aria una stagione per la mancata concessione di un gol, per un fuorigioco non visto e per altre decisioni ridicole che sono rimaste nella storia di questo sport. Per non parlare di scommettitori che hanno buttato all’aria quattrini che, solo con qualche secondo in più, si sarebbe potuto evitare. “Il calcio è nato così, e così deve morire”. E allora via la prova tv, avrebbe più senso. Un’ultima cosa: chi vide la testata di Zidane a Materazzi nella finale mondiale del 2006? Fu un monitor che convinse l’arbitro a buttare fuori il fuoriclasse transalpino. Non vi sembra che qualcosa non quadri? Così è, se vi pare…


 

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