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L'Onorevole nel pallone 13 2012
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     L' intervista di Lara Comi a: Alan Christian Rizzi (ex assessore allo Sport al Comune di Milano, oggi consigliere Pdl)

Con questa Inter pure il Catania sembra il Barcellona

Era Ranieri finita, Mou di un altro pianeta. Moratti  investa nel settore giovanile come fanno Spagna e Olanda

La serie nera dell’Inter sembra non avere fine. Dopo il flop con il Novara può fare paura anche il Catania?

   «Purtroppo sì, dopo gli ultimi risultati tutte le partite in programma possono fare paura: è come se dovessimo incontrare sempre Real Madrid o Barcellona. L'Inter ha tanti campioni, questo non è in discussione, ma come in tutti gli sport il fattore psicologico gioca un ruolo fondamentale. Nelle ultime partite si è vista una squadra priva di gioco, ma soprattutto di serenità. Serve lavorare di più sulla concentrazione».

Nerazzurri sempre esagerati, dal Triplete alla peggiore Inter dal 1946, dicono gli statistici. È finito un ciclo?

«L'Inter è cosi, è il suo dna. Ricordo la stagione in cui rischiavamo la B e poi siamo andati a vincere la coppa Uefa. Sì, forse è finito un ciclo. La cosa più preoccupante è che nella nostra storia non siamo mai stati capaci di riconfermarci squadra di livello. Forse non saremo mai come Real, Barcellona o Manchester. Assomigliamo più a squadre come Arsenal o Liverpool: vincono, ma sporadicamente».

Sembra che la panchina di Mourinho sia diventata una maledizione per ogni allenatore.

«Mou è un grande allenatore. Ricordo quando Abramovich lo ha esonerato: ero convinto che sarebbe venuto ad allenare l'inter e con lui avremmo vinto tutto. È un personaggio di grande carattere, ama le sfide e trova sempre grande motivazione in tutto quello che fa. La panchina post Mou non e maledetta, è solo difficile gestire giocatori abituati al carattere e allo stile di Mou. È difficile che si abituino a un altro. Perché Josè è di un altro pianeta».

Cosa devono fare società, allenatore, squadra per un immediato rilancio anche in vista del ritorno di Champions con l’Olympique Marsiglia?

«È un peccato dirlo ma l'era Ranieri sembra volgere al termine. Dopo 7 vittorie consecutive ero convinto che avrebbe potuto fare bene e che sarebbe stato riconfermato. Ora la situazione è cambiata: 6 sconfitte consecutive, piu di un mese senza gol. Sembra scontato, ma ora piu che mai serve vincere in campionato per poi provare a rilanciarsi in Champions. Non conta come e perché. In questi casi la miglior medicina è la vittoria. Questa squadra ha vinto tutto. Sono convinto che se si ritrovano gol e vittoria l'Inter puo ancora dimostrare di essere all'altezza».

Moratti da un paio d’anni ha tagliato la spesa e l’Inter è scivolata in recessione. Il rispetto del fair play finanziario è un ostacolo alla crescita della squadra?

«Sembra un obiettivo solo nostro, le altre grandi squadre non se ne stanno preoccupando. Il fair play non deve essere un ostacolo, ma una grande opportunità per cambiare strategia. Dovremmo guardare più a  Spagna e Olanda per far crescere il nostro settore giovanile. Se fossi Moratti prenderei un dirigente e gli farei fare uno stage di 6 mesi nei Paesi Bassi. Investire nel  settore giovanile ci farebbe risparmiare un sacco di soldi. E in un prossimo futuro avremmo una squadra meno vecchia. E lo dico da ex giocatore primavera dell’Inter».


 

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