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Juve, il “sogno” sta per svanire…

Il tasso tecnico del Milan è superiore, nonostante sulla panchina ci sia Allegri, meno capace del condottiero bianconero Conte

di Cesare Pompilio

   Il Bologna allenato da Stefano Pioli (ex juventino) ha ucciso definitivamente  i sogni scudetto della Juventus. Prima di addentrarci nell’”osteria” vorrei sottolineare alla Federcalcio lo striscione che evidenziava il dramma vissuto da Gianluca Pessotto. Uno striscione volgare, farabutto, insulso. Sarò curioso di vedere quali saranno nei prossimi giorni i provvedimenti presi da parte dalla Commissione Disciplinare di solito molto solerte. Dunque, don Peppino Marotta ha consegnato, con un’ideale stretta di mano il sogno di 15 milioni di tifosi della Juve, al suo amico Adriano Galliani, amministratore delegato di B. lo scudetto n° 19. Dopo c’è stato il solito sorrisino, a Galliani, ha smesso di sanguinare il cuore, ha stretto le mani a tutti suoi giocatori (come a Palermo) e ha comunicato al Presidente B. l’accaduto. Cin Cin. Finché alla Juve ci sarà don Peppino, il Milan potrà star certo: lo scudetto è, e sarà rossonero. Da cosa nasce questa mia certezza? Semplice: due campagne acquisti sbagliate, addirittura quella dello scorso anno aveva portato, oltre ad una miriade di giocatori scarsi, anche un allenatore (don Luigino Delneri) non da Juve. Quest’anno con l’arrivo di Ninozzo Conte ha cercato di correggere la rotta, ma l’uomo tecnicamente non va al di là della Samp. O del Venezia, quindi  da due anni diciamo che  la zebra ha bisogno di: un centrale difensivo, un finalizzatore, per dirla volgarmente: “uno che la mette dentro”. Un puntero come Trezeguet (anche quello attuale che gioca in Argentina), invece don Peppino ha alzato l’ingegno e si è fermato a Borriello, ex Milan, ex Galliani. Chiunque fa notare a Marotta che Borriello è inutile per la Juve, la risposta è: radiazione della persona dal giro Juve. Lasciate in pace il manovratore, da sei anni che non si vince nulla, gli scudetti arrivano solo a Milano, e noi tifosi della Juve ci dobbiamo accontentare di settimi posti o giù di lì. Ninozzo Conte ha fatto un ottimo lavoro, ma oggi la squadra è cotta: da quattro settimane diciamo con estrema fermezza che tutto quel podismo non poteva durare, l’acido lattico era il nemico impalpabile della Juve. Ci siamo presi dei risolini in faccia dai cosiddetti opinionisti bianconeri, da quelli che fanno “spettacolo” la domenica dietro i video delle tv lombarde. Oggi, purtroppo abbiamo avuto ragione; la Juve potrebbe scivolare al 3 posto, la Lazio mi mette paura. Ancora una volta faccio affidamento in Ninozzo Conte, sperò che mostri i ‘Kogl’ ai suoi dirigenti e gli rinfacci con parole argute la stolta campagna acquisti. L’allenatore avrebbe avuto bisogno di un finalizzatore no di Borriello che gioca spalle alla porta; dove mai si è visto che una squadra vince lo scudetto con tutti questi pareggi? Dunque, lo scudetto è del Milan. Il triangolino lo vince Galliani e non Allegri. Chiedo scusa a Teo Colturani, opinionista di Antenna 3 e Telelombardia, per tutte quelle volte che ho innalzato  Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, al ruolo di “pilota”. Dopo la partita persa con l’Arsenal, lo rilego al ruolo di autista e sono curioso di vedere se B. lo conferma pure per il prossimo anno. Ibra scalpita perché non lo vuole. Lui, Allegri, è convinto di essere sulla scia di Richetto Sacchi, don Fabio Capello, Marcello Lippi. E non esco fuori dallo stivale per don Peppino Mourinho. Dunque una speranza al lumicino per lo scudetto alla Juve potrei conservarla, se la “Vecchia” avesse Lucianone Moggi  in cabina di regia. Qualcuno dica ad Allegri che se dovesse rivincere lo scudetto è …il Milan che lo vince. Qualcuno fornisca ad Allegri il film della partita Barcellona-Bayer, potrebbe forse vedere come si affronta la Champions League, esattamente come facevano i suo predecessori: Ancellotti, Sacchi, Capello. Quelli erano piloti, e pilota si nasce, non si diventa.  Ninozzo Conte non deve arrendersi, faccia un consulto con i medici e chiede ai medesimi come far sparire l’acido lattico, questo Milan è ancora abbordabile, a patto che si vinca a Genova dove Preziosi, il Presidente del Genoa, ha fatto sapere che non firma per un pareggio… I rossoblù faranno la partita della vita. Ma la Juve è sempre la Juve e non deve avere paura di nessuno, deve pensare a vincere, in panchina al Milan c’è un autista e non un pilota  e “i gran premi da quando esiste il mondo li vincono sempre i piloti”, questo mi ha sussurrato Emanuela, la donna che riesce a farmi fruttare gli spiccioli in banca. Bacio le mani.


 

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