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Messi, Messi tiro è … Ibra … Ibraa … aaaaa

Il Milan incontra il Barcellona, mentre la Juve sta studiando per diventare grande

di Cesare Pompilio

  Pep Guardiola sarà l’allenatore del Barcellona anche per il prossimo anno. Allegri sarà l’allenatore del Milan anche se, malauguratamente, non dovesse vincere nulla? B. sta in silenzio: Adriano Galliani ha rinnovato il contratto al tecnico subito dopo il fallimento dell’affare Tevez. Una mossa geniale quella di Galliani. Alla lunga però potrebbe ritorcersi contro. Ad Allegri auguro lunga vita sulla panca del Milan, se fossi in lui non starei tanto allegro, soprattutto, dopo la presenza di Silvio B. a Parma-Milan. Spostiamoci qualche metro dentro il rettangolo di gioco: Lionel Messi, il prossimo anno sarà ancora con la maglia blaugrana del Barcellona, quindi potrà difendere ancora la Champions. Lo scudetto (la Liga) lo potrà perdere solo Mourinho. Coi tempi che corrono, Don Peppino non arretrerà di un millimetro dalla vetta della classifica. Real e Barcellona, forse, s’incontreranno in finale di Champions; a oggi tutto è nelle mani di Dio. Certamente, Barcellona-Milan sarà una partita che onorerà il gioco del calcio come nelle migliori tradizioni. I rumors dicono che in tribuna d’onore ci sarà Michel Platini e il designatore degli arbitri Collina, oltre alla sfilza dei soliti onorevoli e professionisti. Tecnici ed ex tecnici e poi… tutti da Giannino, al ristorante. All’uscita del ristoro il solito codazzo di cineoperatori, tutti in mano un registratore pronto a captare il percettibile da dare in pasto ai tifosi rossoneri. I cacciaviti però vogliono sapere se Ibra, anche per il prossimo anno, sarà della partita. In zona Magenta, dove riposa le sue membra, i soliti addetti dicono che stia preparando le valige: ha in testa l’Inghilterra. Beniamino Rayola, suo agente tace, dice e non dice. Galliani si è innamorato di Nocerino, forse ha dimenticato che l’agente è Alessandro Moggi. È bastata una telefonata e Nocerino è ritornato al Nord. La rabbia di Zamparini è stata furente e, come tutte le rabbie, finisce a tarallucci e vino. E Zampa, che è uno che di calcio ne capisce, sposta Luca Kattani a semplice uomo mercato mentre chiama a direttore tecnico Christian Panucci. Lukone ha fatto buon viso, pare che abbia dato l’ok per l’esonero di Stefano Pioli, allenatore del Bologna, che per un mese è stato allenatore del Palermo. Zamparini doveva dare la colpa a qualcuno e Kattani ha pagato. Ma veniamo al Milan. Se i rossoneri vinceranno il loro 19mo scudetto Ibra potrà chiedere a B. tutto. Ma proprio tutto? No. Non può dire o io o Pato. Pato lo vorrei alla Juve, perché non me lo danno? Hanno paura di un nuovo caso Pirlo? Non credo, anche perché al dazio dell’autostrada c’è Alessandro Nesta molto amico di Pirlo e di Giovanni Luigi Buffon. A Torino, Alessandro troverebbe gli amici veri tutti motivati a voler vincere, capitanati da Ninozzo Conte. Ma, insomma, la Juve è diventata la succursale del Milan? Neanche per sogno. Lo scambio Mora-Salvadore negli anni ‘60 portò fortuna a entrambi le squadre. Oggi si avvicina una ulteriore ripulita sotto la Mole della equipe bianconera. Io opto per Pavel Nedved direttore tecnico e uomo mercato con Andrea Presidente, con un suggeritore d’altri tempi come nei grandi teatri. Sono in molti a suggerire il nome di Marcello Lippi, troppo ingombrante, troppo pieno di gloria, troppo cerchiobottista, troppo… troppo, troppo di tutto. La Juve ha bisogno di un grande amministratore delegato, di un bel direttore generale, di un suggeritore che vive alla luce del sole, ma che si diverta e che capisca di calcio, che conosca il mercato europeo, che scandagli campionato per campionato alla ricerca di un nuovo Zizou. Ci vuole lui, il ritorno del galantuomo Luciano Moggi, il quale da sei anni paga in maniera indefessa colpe non colpe, che paga dazio senza aver commesso nessun reato accertabile. E allora siamo in Quaresima, mancano esattamente undici giorni esatti alla festa di Pasqua di resurrezione, la Juve deve risorgere e prendere in mano il calcio italiano. Prandelli vada all’Inter. I conti (sportivi) sono aperti tra Juve e Milan. Conti leali, conti chiari per una Juve grande, occorre una grande società. B. vuole l’ottava Champions, ma i turiferari si sono adoperati? Tutto è chiaro: Milan onora il calcio da par tuo, la Juve ti guarda, i tifosi bianconeri pure, questa sera non si può non tifare per il calcio, c’è festa in cielo, la Dea Eupalla esige onore, vuole andare al gran gala agghindata da par suo e si fida del Milan e si fida del Barça. La Dea è prontissima a ballare il valzer del calcio stellare, i sogni appartengono al passato; Allegri per una sera diventi Lauda, Ibra per una sera diventi una Ferrari, così si entra nelle pagine della storia. La dottoressa Barbara B. ambisce a ruoli preponderanti, la tribuna d’onore dello stadio di San Siro è un’ottima vetrina. Gli Agnelli nel passato entravano in società dalla porta principale che era ed è la Juve, i B. entrino dalla porta principale che è il Milan. Lo vogliono o no, dopo calciopoli Juve e Milan si misurano nelle battaglie leali fatte di calcio e di sudore. Le carte da bollo le lasciamo ad altri, noi conosciamo un solo bollo: il goal. Bacio le mani!


 

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