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Teatro 19 2012
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Maria Cassi da ridere a “Crepapelle”

di Alessia Scurati

  Parigi val bene uno spettacolo, magari di quelli divertenti e ironici che possano far sorridere con arguzia e senza mai scadere nello scontato o nel volgare. “Crepapelle”, nuova fatica di Maria Cassi, ha tutti questi requisiti e anche qualcosa di più. Avevamo visto l’attrice, drammaturga e regista toscana (ormai famosissima da Broadway a Parigi) nella scorsa stagione teatrale alle prese con storie d’amore complicate in “La mia vita con gli uomini…e altri animali”, la ritroviamo in terra di Francia alle prese con un nuovo amore difficile, non per un uomo, né per qualche altro animale, bensì per una città.

“Come si fa a non innamorarsi di Parigi?”, si chiede la Cassi e cerca in uno spettacolo di elencarci tutti i motivi, buoni o meno, che le hanno fatto nascere questa intensa passione per la capitale francese. Una Ville Lumiere che, alla fine, viene messa a confronto con l’altra città per eccellenza della Cassi: la sua Firenze, ça va sans dire. Con quel suo estro puro e la verve che la contraddistingue, l’attrice ci guida tra bistrot e boulevard, tra personaggi “trés chic” e alquanto improbabili, turisti toscani allegri e gesticolanti, e i tipici francesi “italiani di malumore” snob e un po’ inamidati che sono la fauna abituale delle strade parigine.

A rappresentare questa “jolie animalerie” ci pensa la capacità mimica e scenica di Maria Cassi, che di spettacolo in spettacolo sembra migliorare (sebbene non ve ne fosse necessità) la sua capacità di tenere vivo l’interesse dello spettatore. “Crepapelle” è un one-woman-show in piena regola, dove la protagonista entra ed esce dai panni di tutti i personaggi con grazia e maestria – e forse anche un po’ magia. Da clochard a mannequin, da viveur a chaffeur, non c’è un personaggio che non sembri cucito apposta per essere penetrato dalla personalità artistica della Cassi, abile a trasformarsi senza sosta nei più disparati “tipi da Parigi”.

Lo spettacolo è stato rappresentato anche nella capitale francese, al Theatre du Rond Point, registrando il tutto esaurito. Le Monde si è spinto fino a paragonare Maria Cassi a Jerry Lewis, Charlie Chaplin, Jacques Tati o Roberto Benigni. Ma Maria Cassi è soprattutto Maria Cassi. Intanto perché c’è una vena ironica sempre tipicamente femminile nei suoi spettacoli. Ma in seconda istanza, perché l’impressione è che, per quanto ogni suo spettacolo ormai raccolga elogi, di volta in volta lei riesca a migliorare in personalità, carisma e istrionismo puro. Per questo “Crepapelle” è uno spettacolo del quale non si può che rimanere soddisfatti, uno di quelli da consigliare agli amici per passare una serata in allegria.

Crepapelle, di Maria Cassi, con la collaborazione di Lucio Diana, con Maria Cassi, fino al 5 aprile al Teatro Franco Parenti di Milano.


 

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