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L'Editoriale 21 2012
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Solo chi cade può risorgere

di Beppe Vigani

     Il campionato ha subito la spallata che tutti da un momento all’altro si aspettavano. La corsa della Juventus contro la tecnica del Milan: in questo momento vince chi corre più forte. Per metterla giù bene è giusto dire che la condizione psicofisica degli uomini di Conte è migliore, anche se mancano sette partite e tutto può succedere. Il mio pensiero vuole per un momento adagiarsi sulla promozione in Serie A della squadra di hockey su ghiaccio del Milano rossoblu. In un momento dove le compagini meneghine fanno una gran fatica, è giusto sottolineare l’impresa di questi ragazzi che sembrano avere solo muscoli e poco cervello e che invece, ahi voi, di “grano salis”, come diceva Plinio il Vecchio, ne hanno in quantità industriale. Applausi quindi a questa squadra che dopo quattro di purgatorio (tornata dalle ceneri dell’armata Vipers di Alvise di Canossa) è riuscita a centrare l’obiettivo della promozione nella massima serie. Tantissimi milanesi, qualche figlio d’arte, due o tre stranieri e un tecnico con “palle che fumano” e che dai giovani riesce a trovare sempre l’alchimia vincente. Visto che siamo ai titoli di coda di questo piccolo spazio, cito Ico Migliore come il vero artefice di questa rinascita dell’hockey milanese (lui che è nato a Torino) e, dulcis in fundo, i tifosi, il settimo uomo in campo. Un grande esempio di dolore, passione, attaccamento alla squadra. Una filosofia che solo chi appartiene a quella curva può capire, altrimenti vietato sprecare fiato per niente. Chapeau a tutti! Scusate qualche riga di troppo, ma la mia non fa mai male al corpo. Abbandoniamo questo spazio tornando a scrivere di calcio. Ai tifosi del Milan invito ad andare a vedere “Solo chi cade può risorgere”, del 1947, un film di John Cromwell, con Humphrey Bogart, Lizabeth Scott, Morris Carnovsky, Charles Cane. Non potete cadere in depressione per una sconfitta che è il normale rigurgito di un’eliminazione in Champions League che sa ancora di rabbia. Ci sono ancora ventun punti e di acqua ne deve ancora passare sotto i ponti. Troppo facile pensare che il Milan sia più forte, perché nello sport conta anche ‘altro’. E quell’‘altro’ ce l’ha la Juventus. La guerra psicologica del club bianconero sta sortendo i suoi effetti: elogiare in pubblico che gli avversari sono i più forti e che sono i veri favoriti per la vittoria finale.

Meditate gente, meditate.


 

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