Banner
Banner

Seguici su

 

facebook_32 twitter_32 myspace_32

Chat-stadio5-Online

  • Nessun utente on line

Partners

Banner
Piermario Morosini 23 2012
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 

 Ciao Moro, ragazzo d’oro

La morte di Morosini ha scosso il mondo del calcio al punto di sospendere la giornata di tutti i campionati. Facendoci riflettere

di A.S. Bisceglia

  Noi genitori, spinti dal desiderio di una vita sana dei nostri figli, sin da bambini cerchiamo di insegnare loro l’importanza di dedicarsi ad uno sport. Certo, non tutti abbiamo ambizioni agonistiche per la nostra prole, ma siamo promotori, a volte contro la loro stessa pigrizia, di attività fisica. Mi chiedo, al di là dell’encomiabile e, per me, sovraumano tentativo (ved. famiglia Simoncelli) di andare oltre il peso più grande, quello di non avere più un figlio, quanto noi genitori vediamo da vicino il possibile rischio nello sport. Non parlo di attività già di per sé pericolose come la Formula 1, il motociclismo o il rally, ma di sport in cui puoi al massimo preventivare il naso rotto o un danno ai legamenti. Insomma, rischi… accettabili, soprattutto se sull’altro piatto della bilancia v’è fama e danaro. Sovente, dobbiamo fare i conti con una realtà durissima, la vita lasciata sul campo o, come nei casi più fortunati, il “solo” rischio. Insomma, è decisamente in contrapposizione al pensiero del genitore “fai sport, ti fa bene”. Mah... C’è da riflettere sulla reale sicurezza dei tanti esami, test e controlli annuali a cui sono sottoposti gli atleti professionisti e non. Nomi eccellenti e meno noti hanno rischiato la vita o l’hanno lasciata direttamente sul campo. Le cause ricorrenti sono legate a problemi cardiovascolari che non sempre sono prevedibili, ma spesso si sottovalutano o, peggio ancora, a volte non si diagnosticano affatto piccole malformazioni che, se trascurate e soggette a grandi sforzi, possono portare alla morte. Non voglio ricordare i Colin McRae, i Gilles Villeneuve, i Ronald Ratzenberg (la cui morte, a Imola nel ‘94, passò inosservata ai più). Oppure i Marco Simoncelli (…). Il rischio è stato il loro mestiere. E non vorrei neppure partire da Giuliano Taccola, attaccante della Roma, morto a Cagliari per attacco cardiaco, tanto per cambiare (…), nel lontano 16 marzo 1969 all’età di 25 anni, e neppure passare dal ventiquattrenne ungherese, Mikios Fehér, calciatore del Benefica morto di arresto cardiaco durante una partita di Superliga, il 9 maggio 2004. Nello stesso anno, in ottobre, la fortuna si presenta di spalle anche a Paulo Sergio Oliveira da Silva, per tutti “Serginhò”. Laddove il miracolo tiene in vita Fabrice Muamba, il 24enne calciatore inglese di origine congolese, colpito sempre da arresto cardiaco durante una partita contro il Tottenham, la malasorte continua invece a presentare il conto ad altri atleti. Il 24 marzo scorso l’attacco cardiaco “fa visita” al 37enne Vigor Bovolenta durante il terzo set contro il Macerata. L’ex pallavolista azzurro ebbe solo il tempo di chiedere aiuto ai compagni. Sabato scorso è toccato a Piermario Morosini, centrocampista 25enne del Livorno, morto in campo a Pescara. Un ragazzo a cui la buona sorte, a parte il calcio tanto voluto anche dai genitori, ha fatto poche visite. Rimasto orfano a 15 anni, prima la madre e due anni dopo il padre, vive con un fratello, che poco dopo si suicida, e con una sorella disabile. La vita di questo ragazzo finisce all’Adriatico, è sotto gli occhi di tutti: barcolla, prova a rialzarsi due volte ma il cuore dice basta. La disperazione degli altri calciatori in campo che si rendono subito conto della gravità. A nulla è servito l’immediato massaggio cardiaco, la respirazione artificiale, i due defibrillatori ed inutile è stata anche la corsa dell’ambulanza all’ospedale di Pescara dove i medici, per un’ora e mezza, hanno provato a far ripartire quel cuore. Tutto inutile. La morte di Morosini ha scosso il mondo del calcio al punto di sospendere la giornata di tutti i campionati italiani, e chi è già sceso in campo rientra negli spogliatoi. La decisione è stata presa dalla FIGC. Ora tutto è di rito. Le parole servono a poco. A tutti voi, anche i tanti non citati, che ci avete comunque sempre emozionato, un immenso grazie.

  Nostra sorella per sempre

Maria Carla Morosini, sorella del compianto Piermario, sarà supportata da tutta l’Italia

(r.s.) Antonio Di Natale, capitano e bandiera dell’Udinese, prenderà in affidamento la sorella invalida di Piermario Morosini. “Conosciamo bene la situazione della sorella e noi come squadra, la società con Udinese per la Vita e la signora Pozzo tutti insieme abbiamo deciso di dare una mano alla ragazza che ha tanto bisogno di noi”, ha detto Di Natale ai microfoni di Udinese Channel. Gli amici dell’attaccante dei bianconeri si sono resi disponibili a dare una mano. Oggi é importante restare vicini alla sorella di Morosini. “E non solo per un giorno ma per tutta la vita. La ragazza ha bisogno di noi e vogliamo aiutarla, per lei ma anche per Mario”. Anche il presidente dell’Atalanta, Antonio Percassi, attraverso una breve nota pubblicata sul sito della società, fa sapere che la sorella non sarà lasciata sola: “Maria Carla Morosini sarà per sempre parte della famiglia atalantina e non dovrà mai preoccuparsi di nulla”.


 

Video

6

Per guardare tutti i video vai alla pagina Video

NEWS STADIO 5

Stadio5 online Stadio5 online         Da oggi potrete leggere Stadio5 anche onl... Read more
La strana coppia di STADIO5 “La Strana Coppia di Stadio5” Una trasmissione che in modo ironico e dissa... Read more


Pubblicita1

Banner

Pubblicita2

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

PARTITA IVA: 11622330154 Valid XHTML and CSS.