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Teatro 24 2012
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Giulio Cesare, tragedia classica e contemporanea

di Alessia Scurati

  Colpisce, questo “Giulio Cesare”, per la dissezione lucida della meccanica del potere politico. Colpisce per l’attualità, per la bravura degli interpreti, per la capacità di un regista relativamente giovane come Carmelo Rifici di portare in scena un classico shakespeariano e di renderlo memorabile per capacità di scomposizione delle tematiche in ogni minimo dettaglio. Un’autopsia simbolica sul corpo morto del dittatore, della figura dell’uomo di potere e di tutto il potere incancrenito che esso incarnava.

Dopo “I pretendenti” di Lagarce, “Il Gatto con gli stivali” di Tieck e “Dettagli” di Norén, andati in scena al Teatro Studio, e “Nathan il saggio” di Lessing andato in scena al Teatro Grassi, Rifici debutta con una prova di maturità sul palco del Teatro Strehler, un Giulio Cesare in prima nazionale, con tutti gli elementi che ci si aspetta per una produzione del genere. Cast di 23 attori uno più bravo dell’altro, scenografie e costumi moderne che rendono gli ultimi giorni della Repubblica Romana più attuali che mai. In tre ore di spettacolo tutta la rabbia di una Repubbica che si sta sfasciando viene analizzata nei suoi vari aspetti, fino alla risoluzione violenta nella catartica uccisione di Giulio Cesare, corpo della colpa da espiare, vero e proprio capro espiatorio sul quale le coltellate dei congiurati si accaniranno per cercare di riportare ordine in un mondo privo di valori e di modelli di riferimento.

Shakespeare è stato, nella storia del teatro, colui che più di ogni altro ha cercato di indagare la natura del Potere, il suo eterno conflitto con l’ideale, la giustizia, la libertà, le sue varie nature e le ripercussioni che esso ha sulla vita delle persone. Tematiche quanto mai attuali anche nella nostra vita quotidiana, come ben sappiamo. Nel “Giulio Cesare”, la lotta per il potere si riassume nelle due figure che cercheranno di occupare la scena dopo l’uccisione del padre politico: da un lato Marco Antonio, il nuovo comunicatore, ambiguo, seduttivo e demagogo (vedasi il celeberrimo discorso funebre) e dall’altro Bruto, assassino con Cassio di Cesare, in realtà la sua copia mal riuscita e come lui destinato ad andare incontro a una morte violenta, sacrificale, l’unica soluzione, secondo Shakespeare, perché Roma trovi pace.

  “‘Giulio Cesare’ è ancora oggi uno dei testi che meglio rappresentano i meccanismi del potere. Soprattutto, restituisce una metafora sulla crisi di un sistema e invita anche il pubblico contemporaneo ad avere un punto di vista universale, uno sguardo dall’alto su che cosa può succedere quando uno Stato entra in crisi”, dice il regista Carmelo Rifici dell’opera. “La grandezza di Shakespeare sta proprio nella sua straordinaria capacità di rendere universali i problemi, svincolandoli dal quotidiano e dal dettaglio. Nella tragedia si intrecciano tre livelli: pubblico, privato, sovrannaturale. Ciascuno dei personaggi principali - Cesare, Marco Antonio, Bruto e Cassio - vive una dimensione personale che riverbera sulla sua collocazione politica ed è travolto da un elemento imponderabile che ne condiziona il destino”.

Di certo la capacità di analisi di Shakespeare raggiunge, con il “Giulio Cesare”, la sua maturità più alta, arrivando a concentrare nell’opera la summa del suo personale studio su potere, capacità della comunicazione, potere della persuasione e imminenza del pericolo quando la folla chiamata a scegliere i propri rappresentanti è una folla non pensante. La bellezza dell’opera in sé e dei suoi personaggi sarebbe già motivo sufficiente per vedere lo spettacolo al Piccolo. La straordinaria originalità della lettura del testo data da Rifici, ricca di colpi di scena ed effetti speciali, è però un incentivo ancor più grande per assistere a questo evento che ci invita a riflettere forse anche più del voluto sulla situazione del nostro tempo.

Giulio Cesare, di William Shakespeare, regia Carmelo Rifici, con Ivan Alovisio, Marco Balbi, Giulio Baraldi, Elio D’Alessandro, Leonardo De Colle, Massimo De Francovich, Angelo De Maco, Pasquale Di Filippo, Gabriele Falsetta, Marco Foschi, Tindaro Granata, Sergio Leone, Danilo Nigrelli, Rosario Petix, Francesca Porrini, Federica Rosellini, Giorgia Senesi, Max Speziani, Angelo Tronca, al Piccolo Teatro Streheler fino al 6 maggio


 

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