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 Questo      è nostro…

Oggi potremmo alzare i calici dello champagne all’arrivo del tricolore. Ma siamo talmente stanchi e dissanguati che ci fermiamo per riflettere

di Cesare Pompilio

La Juve s’avvia a vincere il 30 scudetto della propria storia. A Novara sarà un’apoteosi. In tribuna d’onore ci sarà Michel Platini, Presidente dell’UEFA, ex giocatore della Juve di Pierino Boniperti, il quale, esso medesimo, nativo di Barengo, ha assicurato la presenza allo stadio. Un domenica che Ninozzo Conte dovrà usare tutte le armi a disposizione per tenere i giocatori coi piedi a terra. La ferita inferta alla Juve, sei anni fa con il “golpe” di Farsopoli trova ricompensa nella giustizia divina. Dal cielo o da altri mondi sia l’Avvocato sia il dott. Umberto, papà dell’attuale presidente Andrea Agnelli, guidano la squadra e la società contro tutte le intemperie. Oggi potremmo alzare i calici dello champagne all’arrivo dello scudetto, ma siamo talmente stanchi e dissanguati che ci fermiamo per riflettere sui sei anni passati. Siamo stati insultati, derisi, maltrattati, offesi dai cosiddetti soloni ma foraggiati. In coda uno sciame di pseudo juventini che per il quieto vivere e per l’utilità del retrobocca hanno trovato una terza soluzione: il bene supremo è la Juve. Cioè tutto e nulla. Vi parla la carne del tifoso, la ferita inferta con Calciopoli non è ancora emarginata e, qualora dovesse, si sappi che la cicatrice resterà nei secoli. Oggi, però, mi corre l’obbligo di esaltare le gesta di alcuni protagonisti autonomi, intellettuali autentici, persone ad alto profilo intellettivo e morale che ognuno alla propria maniera e nel ruolo che occupano hanno creduto e credono che la Juve sia stata volgarizzata, scientemente distrutta squadra e società. Ora, i turiferari al foraggio nerazzurro hanno messo in giro la voce che questo scudetto è quello della riconciliazione: balle. Quelli della sponda rossonera, invece s’aggrappano al gol-non-gol di Muntari. Risate! Ma veniamo al dunque. Nella “Osteria della dignità” c’è un posto (capotavola) assegnato a Luciano Moggi, direttore generale della Juve che si è dimesso di sua sponda per dare la possibilità alla società di difendersi, invece…sapete tutti come sono andate i fatti. Però Moggi stra amato da tutti i tifosi, anche se non è stato invitato alla inaugurazione del nuovo stadio, è ancora oggi pietra di paragone di una gestione esemplare della squadra, quindi stimolo a far sempre meglio. Vi ricordate i Cobolli-Gigli, Blanc, Secco. Luciano è stato sempre una pietra di paragone che ha stimolato il ritorno di un Agnelli alla presidenza della società. Oggi il presidente è Andrea Agnelli. Sul medesimo gradino della scala dei valori entra di diritto Fabio Ravezzani, direttore del più grande gruppo editoriale privato del nord Italia “Mediapason”. Il direttorissimo, uomo ad alto profilo e intellettualmente onesto, capì subito che c’era qualcosa che non quadrava nei giorni caldi del processo sportivo, si rese conto che troppa fretta era stata riservata ad un avvenimento che avrebbe cambiato la faccia al calcio, ecco dunque, con qualche sacrificio economico e con “qualche sacrificio” di qualche eroe (opinionista) diede a Luciano Moggi una vetrina televisiva per potersi difendere e poter esternare tutti i tipi di perplessità: tecnici, organizzativi, legali ecc..Inoltre imbastì una squadra di opinionisti: Di Donna, il tecnico dei bilanci, Aicardi, rappresentante dei piccoli azionisti bianconeri. Insomma Antenna 3 e Telelombardia, Top calcio 24, sono diventati delle vetrine di controllo “tecnico”, riferimento per i tifosi della Juve e di libertà per gli amanti del calcio. Nicola Penta, braccio destro di Luciano Moggi, ha perso due anni della propria vita alla ricerca delle intercettazioni “negate” delle quali la società Juve ancora oggi ne fa un utilizzo che gli porterà dei benefici economici alle casse della società. Come non parlare di Giancarlo Padovan, all’epoca direttore di Tuttosport che seppe dare impulso alla ricerca della giustizia nei confronti della Juventus al punto di farsi odiare dalla “potenza” del gruppo di potere nerazzurro. Giancarlo andò via da Tuttosport e, stranamente è arrivato un collega, Paolo De Paola (che simpaticamente chiamo Paolo 2P) certamente molto più moderato ex scuola La Gazzetta dello Sport, un giornale che ancora oggi appena può vomita tonnellate di veleno sulla Juve. Il collega più attento e onestamente credibile è Alvaro Moretti. Alvaro è stato presente in tutte le sedute al Tribunale di Napoli e con scrupolo e con certosina arguzia ha argomentato tutte le udienze. L’onestà intellettuale di Fabio Ravezzani fece proseliti; Vittorio Feltri, all’epoca direttore del quotidiano Libero, offri a Luciano Moggi una collaborazione giornalistica che dura ancora oggi. Sappiate che è Fabrizio Biasin, il caposervizio che settimanalmente segue e intervista in video Moggi. Credetemi è un lavoro difficile perché Luciano Moggi è una icona mondiale del calcio e come tale si comporta. Non posso chiudere senza citare il coraggio dell’editore di Stadio5 che, nonostante qualche cialtrone avesse tentato di intimidire togliendo la pubblicità per la presenza di questa nostra palestra, ha tirato avanti fra mille sacrifici e al pari del gruppo Mediapason, oggi Stadio5 è una realtà in grandissima espansione. Ritorneremo la settimana prossima ad esaltare altri protagonisti autonomi i primis Oliviero Beha, Giampiero Mughini… per ora bacio le mani.


 

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