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La cronaca s’interruppe… La folla urlò … SCU –DE-TTO… SCU-DE-TTO … … 

 questo    è nostro.

 

Siamo agli ultimi scampoli di una stagione certamente contraddittoria, sia nelle attese, sia nelle speranze. Noi scrivemmo che questo scudetto lo avrebbe vinto il Milan a mani basse, ma la presunzione di essere forti e galattici, li ha puniti. Ora siamo passati alle “tossine ideologiche” per non dire insulti. L’Immacolata Concezione è un dogma, Allegri non lo è, dunque la smetta di buttare schizzi di fango al suo “coinquilino” Ninozzo Conte.  La Juve si appresta a vincere il suo 30° scudetto. Due gli sono stati tolti durante una notte buia e tempestosa.  Per fortuna tutte le mattine c’è il sorgere del sole e ogni cosa assume i contorni reali. Il fiume di miliardi che scorre lungo il letto del calcio non è esente da impurità, una Federcalcio forte non avrebbe risposto “Non siamo competenti…” a una precisa e sacrosanta richiesta della Juve. Ogni giorno si è alla ricerca d’inventare un nuovo orpello di cui parlare, ma i grandi problemi non sono mai affrontati. Ora c’è il dilemma della terza stella. Se io fossi la Juve toglierei le altre due e vincerei la Champions, così i servi di turno non avrebbero materia per leccare. Invece… Ogni villano che patteggiando viene, si sente un gigante e piglia parola, e non dice nulla. Noi juventini siamo fieri della nostra Juve. Noi, quelli che abbiamo lottato per avere Andrea Agnelli Presidente, siamo orgogliosi della nostra squadra, dei nostri ragazzi, del nostro allenatore. Altri, invece, si leccano le ferite di una stagione che a noi sta rendendo giustizia. La Juve c’è e ci sarà sempre, sono altri che hanno le idee confuse, noi festeggiamo la normalità, vincere lo scudetto per la Juve è routine, vincere il titolo e la Coppa Italia è anche normale, lo abbiamo fatto tantissime altre volte, eppure non abbiamo mai dato titoli alle vittorie tipo :”Zeru tituli, i più titolati ecc…”. La Juve è la Juve, dunque niente trionfalismi e neppure pressioni per un anno ancora di contratto, Del Piero, per favore, si legga la storia della Juve, non quella scritta da giornalisti antijuventini, vedrà che Sivori andò a chiudere la carriera a Napoli, Charles alla Roma, Tacconi, al Genoa, Cabrini al Bologna, Anastasi all’Ascoli, Gentile alla Fiorentina, devo continuare? Si goda l’ennesimo trionfo, la smetta di creare malumori attorno alla Juve. Sono contrariato nel vedere e sentire parlare di rinnovo di contratto, ma per favore basta. Io spero che la società tiri dritto per la propria strada e non ascolti certe insulse sirene, imbroglioni di professione. Non sanno più cosa dire, hanno messo in giro la voce che stanno raccogliendo le firme per il rinnovo del contratto a Del Piero? Mi auguro che non sia vero. Le firme si raccolgono per il pane e non per rinnovare un contratto di milioni di euro all’anno a una persona che sceglie il “nemico” del suo datore di lavoro per farsi scrivere le proprie gesta. Ora, però, diciamo: “In alto i calici”. Siamo al dunque, è la cronaca calcistica che, maestosa, trova il proprio naturale sbocco: silenzio, la folla si ammutolisce, poi un grido parte dal cielo arriva in terra e…ritorna ai destinatari naturali Gianni detto l’avvocato, Umberto detto il dottore, per entrambi e con entrambi una data importante, come per il vostro umile servitore che pensava di non vedere mai più lo scudetto sulle maglie della Juve. E’ una risposta alle persone che leccando vivono nel nostro paese, giocatori mediocri, ma ruffiani, i quali ripetono in pubblico quello che vuole il loro padrone, che poi non confermano in privato. Questo scudetto, lo abbiamo detto, è il vessillo per tutti coloro che nei giorni caldi di Calciopoli ci diedero visibilità, ci regalarono la possibilità di guardare in faccia l’alba mentre ancora eravamo a mezzanotte. Uno per uno hanno avuto la nostra riconoscenza da Fabio Ravezzani, direttore di Mediapason  a Stadio5, questo scudetto gli appartiene. Questa vittoria è di Luciano Moggi, che in ogni dove ha sempre esaltato il ruolo della Juventus: Chiambretti Night, Ieri, Moggi e domani, il quotidiano Libero. Questo scudetto appartiene a tutti gli addetti ai lavori che con umiltà, dignità e competenza hanno lavorato in silenzio. Questo non vuole capire Del Piero, grave errore. Andrea Agnelli, Presidente della società, glielo deve fare capire che la “la messa è finita” e ogni sobbalzo eventuale danneggia anche i rapporti futuri. In tema di rapporti nel prossimo futuro, Andrea deve fare un atto che vale una stella: bisogna che suo cugino John Elkann stringa la mano, e lo inviti alla prima partita del prossimo campionato di calcio, a Luciano Moggi, grande cuore bianconero. Luciano ha un amore smisurato per la Juve, non ha mai lesinato suggerimenti e attenzioni ai ragazzi di Ninozzo Conte. Luciano sarà fra quelli che alla interruzione della cronaca (triplice fischio finale) come un bambino griderà: SCUDETTO, SCUDETTO, SCUDETTO!!!!


 

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