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Luciano Moggi "l'intervista" 27 2012
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di Cesare Pompilio e Alessia Scurati

    Moggi: Don Camillo? Io voto Peppone

Luciano Moggi e Adriano Galliani. I due sembrano usciti dalla penna di Giovannino Guareschi: entrambi bravi, entrambi vincenti e certamente i due personaggi del mondo del calcio italiano ed europeo che hanno conquistato più trofei nella loro carriera.

Moggi a Napoli ha trionfato in Coppa Uefa, ha vinto uno scudetto e una Supercoppa italiana, poi ha conquistato una Coppa Italia a Torino sulla sponda granata e la bellezza di sette scudetti, una Champions League, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa europea, una Coppa Italia, quattro Supercoppe italiane e un Trofeo intertoto (giusto per non farsi mancare nulla) con una Vecchia Signora dal nome Juventus, che gli è rimasta sempre nel cuore.

Galliani ha vinto tanto, è vero, ma solo al Milan, società della quale è entrato a far parte nel 1985 insieme al Presidentissimo Silvio Berlusconi, con il quale ha sollevato ogni tipo di trofei. E se vogliamo, il compito è stato un po’ più facile per Galliani, proprio grazie al talento di Mr.B, che è sempre stato pronto a intervenire quando il Milan ne aveva bisogno.

Moggi, invece, ha scalato il cursus honorum della dirigenza sportiva fino alla sua più alta vetta, ma l’affetto che si è conquistato dappertutto l’ha guadagnato a furor di popolo. È il migliore per acclamazione. Dunque Galliani incarna la figura di Don Camillo e Moggi è il Peppone per eccellenza.

Direttore Moggi, è vero che Lei si sente Peppone?

“Ma che state a dire!...Che c’entra Peppone?”

Lei ha vinto dappertutto, Napoli, Torino, Juventus…

“E per questo sarei Peppone?”

Però non è Don Camillo?

“Aaaahhh… Don Camillo aveva il Papa dietro. Io, invece, ho sempre avuto i tifosi ad appoggiarmi”.

E questo scudetto? I tifosi con chi stanno?

“Con due persone: Andrea Agnelli e Antonio Conte”.

Ma Andrea abita al terzo piano e Lei al primo….

“No, no, no, finiamola con questo discorso. Dove volete arrivare?”

La gente dice “Dietro questo scudetto c’è Luciano Moggi”.

“Ma no! Questo scudetto l’ha vinto Andrea Agnelli. E anche Conte”.

Quindi lo ha perso il Milan?

“Che c’entra? “

Lei, a settembre, non aveva detto che lo avrebbe vinto il Milan?

“Certo. Il gap tecnico tra il Milan e la Juve è notevole, però… “

Però?

“Però il Milan ha avuto troppi infortuni”.

Infortuni? E la Juve?

La Juve ha vinto lo scudetto, ha meritato lo scudetto. È il settore medico del Milan che deve analizzare il proprio operato”.

Allora la colpa, se il Milan ha perso lo scudetto, è di “Don Camillo”?

“No, lo staff medico va seguito, monitorato e verificato in campo. Non è possibile che il Milan in un anno non abbia mai avuto formazione titolare al completo… C’è qualcosa che non va”.

Come nella terza stella della Juventus?

“Che c’entra la terza stella della Juve? Quella è stata sancita da un Tribunale della Repubblica (Napoli) il quale nella motivazione disse: “I campionati 2004/2005 e 2005/2006 non sono stati falsati”. Quindi Andrea Agnelli fa bene a mettere la terza stella sulla maglia”.

Allora Lei è sulla stessa lunghezza d’onda di Luca Cordero di Montezemolo?

“Non sapevo di essere d’accordo con lui. Io ricordo solamente che nel 2006 con il suo silenzio contribuì a mandare la Juve in Serie B”.

Pure Cobolli Gigli “non dorme la notte” per sapere perché le intercettazioni che Lei trovò non vennero alla luce durante i processi sportivi…

“Ah sì? Nel 2006 lui era il Presidente della Juventus e assieme a Blanc non fece nulla per difendere la squadra. Addirittura l’avvocato Zaccone chiese al Tribunale Sportivo la retrocessione della Juve in Serie B con 15 punti di penalizzazione. E ora? Salgono sul carro del vincitore”.

Ma allora è vero che dietro questo scudetto c’è Moggi?

“Ancora? Ma no, ragazzi, smettetela… “

Non la smettiamo perché Lei qualche giorno fa è stato prosciolto dall’accusa di aver calunniato Facchetti.

“Certo. Il giudice ha visto le intercettazioni del Tribunale di Napoli e ha letto le carte inviate da Palazzi. Da queste emerge che Facchetti commise un illecito mettendosi in contatto con arbitri e tesserati. L’Inter, però, sostiene che Facchetti, pur essendo il Presidente della società, non aveva deleghe e agiva a titolo personale”. 

Ma Lei a Dubai ci va a titolo personale?

“Dubai è un posto fantastico, pieno di luci, sembra di stare sempre a Natale”.

Allora lo sceicco, presidente dell’Al-Wasl, l’aspetta per Natale?

“No, lo sceicco mi aspettava all’aeroporto. Appena sono sceso dall’aereo mi ha messo il suo telefonino in mano dicendomi “Guardi la foto”. C’era una sua foto con scritto sotto “Io sono il Moggi di Dubai”.

Dunque a Dubai ha un concorrente?

“Noooooo. A Dubai ci sono Zenga, Cannavaro, Maradona…”

Addio Juve, addio Champions, addio scudetti?

“No. Che dite?”

Platini ha detto che non manderà arbitri amici alla Juve.

“Platini è un… chiacchierone”.

Ma allora Don Camillo?

“Don Camillo, Don Camillo… Io voto Peppone”.


 

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