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Gigi Simoni "l'intervista" 32 2012
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Simoni promuove l’Inter

 

Per il tecnico di Crevalcore la società nerazzurra sta facendo un egregio lavoro

 

 

Gigi Simoni è un pezzo di storia del calcio italiano. 57 anni passati sui campi da gioco del calcio italiano, fra serie A, serie B e Lega Pro, non si dimenticano facilmente soprattutto per chi, come lui, ha dato tutto sul campo, con simpatia, onestà e gentilezza. Di lui hanno un ottimo ricordo soprattutto i tifosi nerazzurri che, grazie a Simoni, hanno vissuto una stagione ad altissimi livelli, quella del 1997/1998 in cui l’Inter alzò al cielo la sua ultima Coppa Uefa (la terza) e lottò fino al famoso e contestatissimo rigore negato a Ronaldo il 26 aprile 1998 per la conquista dello scudetto.

Simoni lei fa parte della storia di un Inter che ormai non c’è più, un’Inter vincente in Europa.

L’Inter ha vinto tanto e tutto non solo con me, ma soprattutto nel corso degli ultimi anni. La scelta che è stata fatta in società è una scelta che va verso un rinnovamento totale e una ricostruzione, a partire da giovani interessanti in campo e anche in panchina. Vincere è sempre importante, ma per questa stagione può non essere l’obiettivo primario.

Da tecnico a tecnico come vede Stramaccioni?

Stramaccioni dall’esterno sembra essere un tecnico molto preparato, che sa come gestire una squadra e che ha il pieno appoggio di uno splendido presidente come Massimo Moratti. Però nel calcio di oggi si sa, per valutare al 100% un allenatore bisogna vedere come reagisce e come si comporta sotto pressione, in un momento di vera difficoltà della squadra che, sia chiaro, spero per lui non arrivi mai.

Lei è stato uno dei primi a vincere con la difesa a tre (Finale di Coppa Uefa giocata con il 3-4-1-2). Anche Stramaccioni l’ha provata, è il modulo del futuro?

Dipende da chi hai di fronte. E’ più facile giocare a 3 dietro con una squadra che ha due punte di ruolo, mentre con squadre che schierano un solo attaccante è meglio giocare a 4. In realtà, tuttavia, dipende tutto dagli uomini che hai a disposizione perché è tutto più facile se hai Ronaldo o Messi davanti così come forti difensori dietro.

A proposito di rose a disposizione, lei che a Siena non ha vissuto un periodo felice, come vede i bianconeri per la partita contro i nerazzurri?

A Siena, come quando io ero seduto su quella panchina, bisogna sempre fare i conti con una squadra che deve lottare per non retrocedere in un ambiente particolare e con numerose pressioni. Quest’anno è partita da -6 che per una squadra che deve puntare alla salvezza è una zavorra importante, ma ha a disposizione una rosa che saprà lottare proprio come chiede il suo allenatore Cosmi, che di salvezze se ne intende.

Quindi sarà una gara insidiosa per l’Inter?

Quale partita non lo è? Sono certo che l’Inter abbia una rosa che può mettere in difficoltà chiunque, ma l’impegno in Europa League avrà sicuramente tolto qualche energia importante alla squadra. Se Stramaccioni saprà gestire al meglio il gruppo, comunque, per l’Inter non dovrebbero esserci problemi.


 

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