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Chievo Inter "i cugini in trasferta" 33 2012
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Occhio non vede… San Siro non duole

Lontano dal Meazza l’Inter riprova a vincere

di Emanuele Tramacere

 Altro che tabù, il campo di San Siro si è trasformato in una vera e propria casa degli specchi per l’Inter di Stramaccioni che si perde nel riflesso della propria bellezza non riuscendo a trovare l’uscita di un tunnel che, dopo 3 sconfitte e 2 pareggi pare allontanarsi di partita in partita. Per fortuna o, più semplicemente, per naturale alternanza, il turno infrasettimanale contro il Chievo Verona vedrà i nerazzurri scaricare la macumba delle mura amiche sulle spalle dei cugini rossoneri. Al di là della scaramanzia, il grave calo di condizione accusato dai nerazzurri dal 65’ minuto del secondo tempo, dovrà servire da campanello d’allarme per Andrea Stramaccioni, chiamato a compiere delle scelte importanti soprattutto nel reparto che meno ha potuto giovare del cosiddetto turnover: il centrocampo. Stramaccioni, messo più che mai in discussione, ributterà nella mischia Javier Zanetti e, sulle sue spalle, costruirà il centrocampo anti-Chievo. Cambiasso e Guarin sono sembrati privi di ogni energia psico-fisica già al termine dei primi 45 minuti di gioco e il gol subito in contropiede da Vergassola è l’emblema di quanto, soprattutto per Cambiasso, sia necessario un turno di riposo. Negli ultimi incontri casalinghi, inoltre, è mancata più che mai la vivacità offensiva di Rodrigo Palacio. ‘El Trenza’, da acquisto sottovalutato in fase di mercato, si sta rivelando il perno di un attacco che, in assenza dei gol di Diego Milito, trova difficoltà nello scardinare difese che puntano a distruggere il gioco avversario per ripartire velocemente in contropiede. Domenico Di Carlo ha costruito un Chievo Verona capace di adattarsi ai più svariati moduli tattici. Il classico albero di natale, il 4-3-2-1, permette al tecnico di Cassino di adattarsi agevolmente a ogni tipo di avversario. L’esperienza in attacco di Sergio Pellissier è un pericolo costante per le difese avversarie poiché è in grado, sfruttando il minimo errore, di pungere la porta o di innescare i suoi compagni di reparto Thereau e Marco Rigoni, più sacrificati in fase difensiva. La trasferta al Bentegodi di Verona, da quando nel 2002 il Chievo ha abbracciato il palcoscenico della Serie A, ha sempre riservato numerose insidie alla banda nerazzurra. Fin dal 2002, quando al 91’ Cossato trovò il pareggio all’esordio aprendo una piccola ferita, divenuta sanguinaria nell’ormai famoso 5 maggio, il Chievo si è rivelato un avversario arcigno e difficilmente superabile. In 10 incontri disputati finora, infatti, sono solo 5 le vittorie dei nerazzurri, con 2 pareggi e 3 sconfitte. E se anche il grande Mourinho dovette affidarsi a una magia di Balotelli per portare a casa il match di Verona nel migliore anno della storia nerazzurra, Stramaccioni dovrà dar fondo a tutte le sue risorse per portare a casa l’ennesimo risultato utile lontano dalle mura amiche.


 

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