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Lettera a MARIO MONTI 34 2012
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Egregio Prof. Monti,

Lei non è il Mio Presidente, soprattutto alle ore 3.30 del mattino, mentre Le scrivo.

Sig. Presidente,  esisteva in Italia una nutrita e valorosa schiera di lavoratori, Uomini e Donne, che amavano intraprendere, spinti dal desiderio di realizzarsi attraverso il lavoro, il sogno di dare a se stessi, alle persone care e al proprio Paese il benessere, contribuendo attivamente con la propria opera, con il proprio ingegno e con la propria passione a questo ambizioso progetto.Chi ha intrapreso questo sogno ha dato sostegno all’economia, creando posti di lavoro per coloro i quali, a loro volta, hanno contribuito prestando la loro opera all’interno delle varie aziende, al consolidamento del ciclo produttivo che tanto benessere ha portato al paese.Dedizione, spirito di sacrificio, abnegazione e un po’ di sana follia hanno consentito a tanti Uomini e Donne di porsi come pilastri portanti dell’economia positiva che ha generato il flusso economico verso le famiglie e verso lo Stato, consentendo a quest’ultimo di avere le risorse per garantire servizi e prestazioni sociali per la gente in genere e, purtroppo, anche per alimentare i privilegi di alcuni.Questo sistema però è oggi minato dall’esterno, da quello stesso Stato che oggi Lei purtroppo  rappresenta. Uno Stato avido, rapace, ingordo e preoccupato per il mantenimento dei suoi vezzosi privilegi che si fondono perfettamente con gli interessi delle banche e del sistema finanziario e speculativo che lei ben tutela a danno dei cittadini tutti.Possibile che dall’alto del suo Podio dorato ( in compagnia dei suo preziosi tecnici) non si renda conto che il Paese sta sprofondando, che intere categorie stanno quasi scomparendo, che le tasse su tutto sono ormai insopportabili, che sta soffocando e deprimendo le aree più produttive del Paese riducendo allo stremo chi può risollevarlo?I politi in genere (tranne quelli che Le si oppongono e lottano per la giustizia e la libertà) parlano troppo spesso per dare aria alla bocca tanto, comunque vada, il bonifico alla fine del mese è puntualmente arrivato sul loro conto corrente. La lotta vera la fa il cittadino comune che perde ogni giorno la speranza che alimenta i sogni e la vita di tutti i giorni.Lei di questi politici è l’emblema più alto, l’uomo che comanda senza che il popolo lo abbia eletto, l’uomo che sta distruggendo l’economia nascondendosi dietro quel finto sorriso non troppo pronunciato per nascondere evidenti e affilati incisivi.Lei e la sua squadra di tecnici Vi state macchiando di un reato gravissimo,  quello di affondare l’intera nazione zavorrata dallo spreco e dagli interessi della casta e dei parassiti che Lei stesso  protegge, quelli che proliferano nell’ozio assistenziale in tante aree del Paese.Il paziente, e quindi il sistema imprenditoriale, è malato ed è  a rischio di crollo totale. Mi appello a Lei affinché, in un rigurgito di sano patriottismo, apra gli occhi, offuscati da disegni di potere, e agisca veramente nell’interesse del Paese, magari  promuovendo un opera di sostegno vero alle imprese perché senza di esse nulla è possibile. Diminuisca la pressione fiscale, le accise sulla benzina, l’imu sulla casa, favorisca sgravi fiscali o bonus veri a favore di chi intraprende e rischia del suo,  soprattutto AGISCA SULLE  BANCHE AFFINCHE RIPRENDANO A FINAZIARE IL SISTEMA PRODUTTIVO E LE FAMIGLIE e, se non le risulta troppo difficile, incentivi QUINDI l’erogazione di mutui alle imprese e alle persone affinché le prime possano investire in comparti produttivi e strutture ,e  le seconde possano investire nel comparto che da sempre traina il sistema, ovverosia gli immobili che sono fonte di garanzia e quindi di sviluppo e benessere delle famiglie.Lei sta dimostrando la sua totale incapacità, o peggio,la tendenza al massacro sociale, che la porterà nella storia come il Dissennatore delle speranze e delle aspettative degli onesti cittadini di inizio secolo…..alle banche ha già dato (regalato), adesso dia al Popolo la possibilità di risorgere senza regali, di cui non abbiamo bisogno ma, come detto sopra , riducendo la pressione fiscale e favorendo il credito.
Al resto, Caro Presidente, ci pensiamo noi… la parte produttiva del paese, la parte che vuole risollevarsi e che non aspetta il sussidio per una finta invalidità, la parte per la quale lottare e lavorare è funzione vitale scritta nel dna della logica della vita. LEI deve fare solo questo prima di andarsene a casa e di sparire per sempre dal panorama politico.Faccia questo (siamo ancora il tempo) e il Paese ripartirà, se non lo fa il baratro ci risucchierà tutti…..

Le auguro un mondo di bene Presidente, ma faccia queste cose e poi se ne vada in pensione.

Carlo Marnini
Imprenditore e, con orgoglio, Militante Lega Nord Milano


 

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