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Milan Inter "Amarcord" 35 2012
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di Severa Bisceglia

  Inizio con l’augurare un buon derby, a prescindere dai colori, a tutti. Troppo spazio, non concesso, per parlare dei tanti calciatori che hanno indossato entrambe le maglie delle squadre milanesi! Mi limiterò solo ad alcuni di loro, e non posso non iniziare proprio dal calciatore più rappresentativo per la città di Milano e che dà il nome allo stadio di San Siro, si proprio lui: Giuseppe Meazza. Colui che, in fughe solitarie, correva verso la sua smarrita vittima di sempre, il portiere avversario. Questo diceva di lui Gianni Brera. Un ragazzino, nato nel popolare quartiere di Porta Vittoria, a Milano, che all’età di sei anni, già orfano di padre, giocava con una palla fatta di stracci. Finalmente all’età di dodici inizia a giocare sui campi regolamentari. Un ammiratore gli regala le scarpette che la sua mamma non avrebbe mai potuto comprare. Inizia così la storia del leggendario calciatore Giuseppe Meazza. A quattordici anni, disputando il campionato ragazzi, entra a far parte dell’Internazionale e viene notato da Fulvio Bernardini che insiste con l’allora allenatore,  Arpad Weisz,  a convocarlo in prima squadra. Quel ragazzino, con la palla tra i piedi, faceva impazzire il pubblico. A sedici anni è in prima squadra e a diciassette fa il suo esordio in Coppa Volta. Grazie a Leopoldo Conti, compagno di squadra, che esclamò, con tono sarcastico, il suo disappunto per la giovane età del suo nuovo compagno: “Adesso andiamo a prendere i giocatori perfino all’asilo! Facciamo giocare anche i Balilla!” Gli fu dato il soprannome di “Balilla”. Ci ha pensato l’esordiente Balilla a mettere tutti a tacere. In quella stessa partita, giocata contro l’U.S. Milanese, Meazza segnò tre gol.  Il centravanti fuoriclasse continua la sua corsa verso il successo e a diciannove anni vince la classifica cannonieri con 31 gol e il campionato di Serie A con la sua squadra. Ubriacava gli avversari con i suoi dribbling e aggirava le barriere con punizioni a foglia morta. Nella semifinale dei Mondiali (1938), contro il Brasile, segnò un rigore tenendosi con una mano i calzoncini perché aveva rotto l’elastico. Questa è storia. Nel 1940, e per due stagioni, indossa anche la maglia del Milan, ma nell’ultimo campionato della sua carriera torna ad indossare la maglia nerazzurra. Destino inverso, mi riferisco ai colori, quello del difensore centrale, campione del mondo (1982) Fulvio Collovati. Cresciuto nelle giovanili del Milan fa il suo esordio in Serie A nel campionato 1976-1977. Contribuisce allo scudetto della stella del Milan (1978-1979). Seguì e sostenne la sua squadra anche in Serie B, retrocessa per illeciti sportivi, contribuendo al suo ritorno in A. A termine della stagione 1981-1982 il Milan retrocede ancora in B e Collovati questa volta preferisce i cugini nerazzurri. Sarà accusato di alto tradimento dai tifosi rossoneri. Arriva all’Inter in cambio di Giancarlo Pasinato, Nazzareno Canuti e Aldo Serena, ma di loro parleremo dopo. Nell’Inter disputa quattro stagioni, non vincendo nulla. Caso strano ed unico nella storia del calcio italiano: i fratelli Cevenini. Aldo Cevenini I, primo di una celebre dinastia di calciatori italiani che giocano tutti e cinque in tutte e due le squadre. Aldo, di ruolo attaccante e primo centravanti titolare della nazionale italiana, fece la spola tra Milan e Inter. Fa il suo esordio al Milan nel 1909 e vi resta fino al 1912, dal 1912 al 1915 gioca con l’Inter, dove gioca anche il fratello Luigi, e fa ritorno al Milan nel 1915 per poi tornare ad indossare la maglia nerazzurra dal 1919 al 1921. Ciro Mario Cevenini II, difensore centrale. E’ nella rosa dell’Inter (1912-1913) ma non gioca, dopo una parentesi al Brescia torna ad indossare i colori nerazzurri nel 1915 con tre presenze. Dal 1916 al 1919 è nella rosa del Milan senza giocare. Dal 1919 al 1921 indossa ancora i colori del biscione, vincendo anche uno scudetto, segnando 1 gol in 36 presenze. Luigi Cevenini III, il più famoso e dotato dei fratelli, di ruolo interno sinistro. Conta 29 presenze in nazionale con 11 reti. Fa il suo esordio in Serie A nel Milan il 28 aprile 1912 e segna 1 gol (unica partita in rossonero) ma la sua carriera è legata all’Inter. Dal 1912 al 1927 (parentesi in rossonero ancora dal 1915 al 1919 senza giocare) indossa i colori nerazzurri disputando 190 partite in campionato e segnando 158 reti. Cesare Cevenini IV, centrocampista. La sua carriera è condizionata dalla guerra. Inizia comunque a giocare nel Milan (1917-1918) disputando solo una partita in Coppa Mauro.  Arriva all’Inter nel 1919 e ci resta fino al 1923, vince anche uno scudetto giocando solo dodici partite e segnando 3 gol. Eccoci all’ultimo della dinastia Cevenini, Carlo Cevenini V o il Carambolista, di ruolo ala. Fa il suo esordio nel Milan Football and Cricket Club (1917-1918) e ci resta fino al 1920, poi vi fa ritorno nel 1923 restandoci fino al 1927. Indossa i colori nerazzurri negli anni 1920 1921 segnando praticamente in tutte le partite giocate, 15 gol in 16 presenze. Facciamo un salto avanti e troviamo un’altra curiostà: il primo dei due calciatori che ha giocato con entrambe le squadre di Torino e Milano, l’altro è Christian Vieri, l’attaccante Aldo Serena. E’ stato capocannoniere della Serie A con l’Inter dei record (1988-1989) che ha vinto lo scudetto sotto la guida di Giovanni Trapattoni, altro ex di entrambe le squadre. Aldo Serena approda all’Inter (1978-1979) collezionando solo due presenze e un gol. Successivamente torna all’Inter (1981-1982) e segna 2 reti in 21 presenze. L’anno successivo gioca in rossonero, tornando al Milan anche dal 1991 al 1993 non senza prima passare per l’anno dei record in nerazzurro. Andrea Pirlo, icona e uomo di riferimento della vincente Juventus di oggi, Campione del mondo 2006, uno dei centrocampisti più apprezzati, grande regista. Approda all’Inter nel campionato 98-99, 1 anno alla Reggina e torna in nerazzurro ancora per una stagione. La sua grande tecnica però la porta a conoscenza del grande pubblico nel decennio passato in rossonero. Tipico il suo modo di calciare le punizioni ‘l’ascensore’.  Veloce panoramica sugli altri ex, escludendo gli scambi recentissimi. Clarence Seedorf, unico calciatore ad aver vinto la Champions League con tre squadre diverse: Ajax, Real Madrid e Milan in due occasioni. Prima di approdare in rossonero ha indossato la maglia dell’Inter (1999-2002). Dario Simic, terzino destro o difensore centrale, approda all’Inter nel gennaio 1999 e ci resta per poco più di tre stagioni. Nel 2002 passa al Milan e ci resta fino alla stagione 2007-2008. L’attaccante Christian Vieri gioca per l’Inter dal 1999 al 2005, successivamente, per una sola stagione, gioca nel Milan. Andrés Guglielminpietro, gioca in rossonero dal 1998 al 2001 e passa all’Inter per le stagioni 2001-2003. Il fenomeno Ronaldo, all’Inter dal 1997 al 2002 e poi al Milan nella stagione 2007-2008. Chiudo questa panoramica con Hernán Jorge Crespo, arrivato all’Inter nella stagione 2002-2003, la stagione 2004-2005 la gioca con la maglia del Milan e fa ritorno in nerazzurro dal 2006 al 2009.


 

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