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Scarpette rosse, vietato sbagliare

L’EA7 è obbligata a vincere per dimenticare la sconfitta di Avellino

di Beppe Vigani

 L’EA7 Milano è chiamata a superare l’esame-Roma. Dopo aver preso una sonora legnata lunedì scorso ad Avellino e giocato venerdì a Zagabria per l’Eurolega, la squadra di Sergio Scariolo dovrà vedersela davanti al proprio pubblico con un team che dopo tre giornate, ne ha vinte due e persa una (contro chebolletta Cantù). Il team di Marco Calvani incentra il suo gioco in una pallacanestro veloce con giocatori sorprendenti, vedi il polacco Aleksander Czyz, il quale sembra il clone di Mason Rocca (centro di grande tenacia e agonismo), al nigeriano Gani Lawal, intimidisce e salta come un grillo (contro Reggio Emilia ha messe al suo attivo addirittura tre schiacciate), al play rookie Jordan Taylor, alla guardia Phil Goss Jones, oltre a Gigi Da Tome sempre in doppia cifra, ed elemento di più sostanza della squadra capitolina. Nella Virtus, però, non tutto va a gonfie vele. Bobby Jones, ala di Compton, è sicuramente la stella di questa formazione, ma al momento sembra più un oggetto misterioso. Scelto alla posizione numero 37 nel Draft NBA del 2006, nella prima stagione tra i professionisti Jones gioca 44 partite con i Philadelphia 76ers. La stagione successiva, tra Denver, Memphis, Houston, Miami e San Antonio, scende in campo 47 volte, con 3.8 punti e 2 rimbalzi di media.  L’ultimo anno è il migliore, con i Miami Heat ha una media di 5.3 punti e 1.7 rimbalzi a partita. A metà stagione si trasferisce in D-League, nei Sioux Falls Skyforce dove risulta uno dei migliori giocatori della lega, con 49 presenze e 16.1 punti, 7.6 rimbalzi e 2.4 assist di media. E’ invitato a partecipare alla Summer League di Las Vegas con i Portland Trail Blazers, dove fa un figurone: è il 2009, anno in cui inizia l’avventura italiana (a Teramo). Da uno così è giusto aspettarsi molto di più, ma per il momento è solo chiacchiere e distintivo. Il talento c’è, manca tutto il resto. Con questo punto di domanda, l’Acea Roma viene a Milano per giocarsi le sue carte. Si troverà di fronte una squadra che quest’anno, nonostante una falsa partenza, non può sbagliare, soprattutto, in campionato. Cook, Hairston, Gentile, Fotsis, Bourousis sarà il quintetto iniziale, ma non basterà se tutto deve risolversi con le stellette e le medaglie. Avellino deve insegnare. L’Olimpia sembra sempre un cantiere aperto, ma adesso non può più sbagliare, se vuole acquisire una credibilità. L’Europa fa crescere, ma insegna anche a vincere.


 

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